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BOLOGNA – Letture ad alta voce per bambini dai 3 agli 8 anni, accompagnate da diversi modi di leggere e di ascoltare, per rendere le storie accessibili anche a chi ha disabilità sensoriali o difficoltà di lettura e apprendimento, o ai bimbi migranti che non conoscono ancora bene la lingua italiana.

Si chiama “Storie per tutti” ed è il progetto del Centro documentazione handicap di Bologna, pronto a ripartire per la sua terza edizione. Terza edizione che si apre sotto i migliori auspici: per poterla realizzare il Cdh ha lanciato una campagna di crowdfunding che, grazie a 370 sostenitori, ha raccolto il 255 per cento del budget richiesto.

Un successo che consente di ampliare le iniziative in cantiere: confermati, allora, i 14 nuovi appuntamenti, a cui quest’anno si aggiungono 3 momenti speciali nei reparti pediatrici degli ospedali bolognesi.

“Andremo oltre – annuncia Valeria Alpi, responsabile della campagna –: organizzeremo anche alcuni incontri sull’Appennino ed eventualmente in un altro ospedale in provincia. Potremo addirittura iniziare a programmare la quarta edizione”.

“Storie per tutti” è un progetto itinerante, che ha toccato vari luoghi della città (ma anche di altre regioni): biblioteche, musei, parchi pubblici, strutture per l’accoglienza di famiglie con problematiche abitative, dove spesso vivono anche tante persone di origine straniera.

Come funziona un incontro? Per le letture vengono utilizzati diversi strumenti e modalità, accompagnando le letture ad alta voce con letture in simboli (utilizzati nella Comunicazione aumentativa e alternativa), con la Lis e con narrazioni polisensoriali, offrendo ai bambini sollecitazioni tattili, uditive e olfattive.

Per “mettere in scena” le letture, sono utilizzate anche proiezioni, ombre, pupazzi, kamishibai, illustrazioni dal vivo e musica dal vivo.

“Per ogni incontro allestiamo uno spazio con libri e giochi inclusivi – continua Alpi –, e anche un piccolo rinfresco. L’idea del progetto, al di là delle letture, è quella di creare un momento di convivialità e incontro.

Spesso, infatti, le famiglie con bambini con disabilità hanno poche possibilità di vivere esperienze al di fuori della propria casa o della scuola”. Una necessità confermata anche da Emma, mamma di Vittorio, bimbo di 6 anni con autismo che ha partecipato alle letture: “I giorni più complicati per noi sono il sabato e la domenica, quindi cerchiamo sempre nuovi contesti e nuove situazioni per poter arricchire queste giornate”.

“Tutti gli incontri sono gratuiti per bimbi e parenti, ma ovviamente hanno un costo per chi li realizza. Per questo abbiamo scelto di lanciare una campagna di raccolta fondi – conclude Alpi –. Per noi era fondamentale che passasse il concetto che le donazioni sarebbero andate a buon fine: il nostro progetto è unico, non esiste in Italia qualcosa di analogo”. 

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Redattore Sociale
Il Network di Redattore sociale raggruppa diverse iniziative di informazione, documentazione e formazione sui temi sociali. A promuoverle è la Comunità di Capodarco di Fermo, dal 1966 una delle organizzazioni italiane più attive nell’intervento a favore di persone in difficoltà e oggi diffusa in varie regioni. Motore di questa rete è la redazione dell’Agenzia giornalistica quotidiana Redattore sociale, nata nel febbraio 2001 ed oggi attiva su un portale web riservato agli abbonati.

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