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Breno, Valle Camonica, Brescia. La Società Storica e Antropologica di Valle Camonica organizza per il giorno 12 ottobre, presso il Palazzo della Cultura di Breno, la nona edizione degli incontri per lo studio delle tradizioni alpine (I.S.T.A.). L’argomento dell’incontro sarà «Stregoneria nelle Alpi. Malefici, processi, inquisitori e roghi». Il convegno ha il sostegno di Cassa Padana.

Il convegno, gratuito e aperto a tutti, intende illustrare con uno sguardo interdisciplinare alcune manifestazioni di stregoneria, definita come accusa di presunta attività di magia a danno degli altri per scopi privati o rituali nell’arco alpino. Durante il convegno sarà possibile visitare la mostra di stampe e ducumenti dal titolo: “Cuore di Tenebra”.

Resoconti sulla caccia alle streghe in Valle Camonica sono arrivati ai nostri giorni dai Diarii dello storico veneziano Marin Senudo, che riporta vicende accadute tra il 1496 ed il 1536 in Valle Camonica. Alla fine del XV secolo si parla dell’esistenza di una setta diabolica ad Edolo, dove nel 1510 fu innalzato uno dei primi roghi di streghe, accusate di aver arrecato siccità con i loro incantamenti.

In Valle, nel solo mese di luglio del 1518, furono arsi vivi sessanta donne e venti uomini, i beni incamerati nei benefici ecclesiastici. Ancora nel 1690, una donna, accusata di stregoneria, muore in prigione a Breno. A Cevo si parla delle Strìe de l’Andròla, che avrebbero dimorato nelle antiche miniere di rame lì presenti, il cui accesso era custodito da un serpente che sulla coda recava un anello d’oro; celebravano il sabba infernale durante i temporali. Di questo mondo rimase traccia nelle antiche leggende tramandate oralmente.

Tra il maggio e il giugno del 1518 il vescovo di Brescia Paolo Zane e il vice inquisitore domenicano fra Lorenzo Maggi arrivano in Valle Camonica e iniziano l’attività processuale, tramite vicari nominati dal vescovo, a Edolo, Pisogne, Darfo, Breno e Cemmo. I capi d’accusa contro le sospettate sono sinteticamente descritti da una lettera spedita a Venezia da un giurista, testimone oculare dello svolgimento dei processi:

“Queste bestie eretiche hanno electo uno monte, el qual se chiama Monte Tonale, nel qual se reduseno ad foter e balare, qui afirmano che non trovano al mondo nihil delectabiliuset che onzendo un bastone, montano a cavalo et eficitur equus, sopra il quale vanno a ditto monte et ibi inveniuntel diavolo, quale adorano per suoDio et signore, et lui ge dà una certa polvere, con la quale dicte femene et homeni fanno morir fantolini, tempestar, et secar arbori et biave in campagna, et altri mali, et butando dicta polvere sopra uno saxo, si speza.”

La scelta del tema oggetto dell’incontro ISTA 2019 è legata alla ricorrenza dei 500 anni dai roghi per stregoneria in Valle Camonica, avvenuti nel 1518. A seguito del convegno la Società Storica e Antropologica di Valle Camonica intende pubblicare un volume contenente i contributi raccolti.

Il programma.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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