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Lo studio fotografico “Rapuzzi” sta all’Associazione Artisti Bresciani come alla associazione “Arte e Cultura – Ars Vivendi”, per questa mostra, allestita, fino a fine settembre, a “Villa Fenaroli” di Rezzato, con orari di apertura, liberamente rivolti al pubblico dei visitatori, che sono compresi dalle ore 10 alle ore 21e30 di tutti i giorni.

Tripartizione tutta cittadina, alla regia di questa iniziativa espositiva, che vede sia l’accennato studio di Matteo e di Marco Rapuzzi che i due, pure menzionati, sodalizi di appassionati d’arte, avere, tanto la loro sede attuale, quanto le proprie storiche radici, a Brescia.

La proposta di questa mostra, intitolata “Studi d’artista”, esorbita, invece, fuori dal capoluogo cittadino, per profilarsi alle porte dell’entroterra gardesano, facendo conoscere alla amena zona, sita a levante della città, il contenuto di una capillare e significativa riflessione artistica che, per merito dell’associazione “Arte e Cultura – Ars Vivendi”, ne valorizza le già diffuse attrattive culturali del luogo, servendole sul piatto di quel connubio estivo, infarcito dal corso fuggevole della durata dell’esposizione stessa, che, insieme all’estate, abbraccia, con il periodare del 2021, anche l’inizio dell’autunno a seguire.

Ereditata, per così dire, dalla versione originaria della pari esposizione che l’Aab (Associazione Artisti Bresciani), aveva inaugurato a Brescia, nel giugno precedente, questa accurata scelta di immagini fotografiche approda, in nome della collaborazione espressa ad intesa fra parti omologhe del settore, ad una interessante riproposta che, appunto, cambiando, completamente, contesto espositivo, avviene nell’antico palazzo gentilizio, da tempo, coincidente con l’esclusiva struttura ricettiva di “Villa Fenaroli”.

Andando al sodo, illuminanti risultano essere, fra altre indicazioni, le considerazioni sottoscritte da Giovanna Galli, nel suo qualificato contributo d’analisi aperto su tale iniziativa, come un suo approfondito scritto appare, sia sul catalogo illustrato a colori della mostra, quale pubblicazione, per le edizioni “Aab”, nella serie “Curricula”, che su un grande pannello, logisticamente introduttivo alla carrellata di immagini fotografiche esposte, che è collocato, a tutta evidenza, in capo al percorso espositivo compiutamente pensato da Rosa Lardelli, curatrice dell’iniziativa, quale apprezzata referente dell’associazione “Arte e Vita – Ars Vivendi”, una volta varcato l’ingresso dell’elegante e solenne struttura neoclassica della villa ospitante quest’evento, contestualizzato in quel di Rezzato.

Scorrendo in lettura, il testualmente intitolato “Oltrepassare la soglia di un atelier artistico”, si ha un riscontro sostanzioso alla spontanea curiosità mossa di rimbalzo alla visione di tanti scatti fotografici, connessi, fra loro, mediante il filo conduttore dell’arte visiva di altrettanti autori bresciani, nella fattispecie delle molteplici peculiarità con le quali una condivisa sfera creativa può essere percepita, dipanandosi, ad esempio, fra pittura e scultura, unitamente alle ulteriori prerogative naturali di quel rispettivo carisma personale a cui tali ispirazioni compositive possono pure essere attribuite: ”(…) Complessivamente la mostra allinea una ventina di artisti, ognuno “raccontato” nella sintesi visiva di tre scatti d’autore, stampati a colori su carta speciale in formato 30 x 40 cm. Immagini dove i soggetti sono molteplici: gli artisti, i loro gesti e i loro sguardi concentrati, gli ambienti, le luci e le ombre, i colori e i volumi, le opere con la loro eloquenza cromatica o formale, gli attrezzi del mestiere, vernici e pennelli, tavolozze, tele, terre modellate o in attesa di esserlo, fogli e bozzetti, libri e stampe, e anche i profumi o gli odori intensi, i rumori e le musiche che non si possono sentire, ma che possiamo comunque percepire, come componenti importanti delle atmosfere catturate e restituite grazie alla tecnica sapiente del fotografo. (…)”.

Tali protagonisti dell’arte, ai quali non vuole essere riduttiva l’attribuzione della propria collocazione bresciana, qualora, tale “etichetta di denominazione d’origine”, possa essere, magari, malintesa, come riduttivo campo di notorietà e di spettro d’azione, sono, naturalmente, se ce ne fosse di bisogno di affermarlo, solo una parte dell’ancor maggiore, rispetto a tale cernita, cifra degli esponenti, a vari livelli, di questa numerosa rappresentanza di eccellenze e di maestria, come lo stesso insieme complessivo di artisti può essere colto, caso per caso, nei rispettivi ambiti dove lo si può, pure, denotare in una matrice bresciana di appartenenza e di analoga frequentazione costitutiva.

Lungi dal profilarsi come un intento finalizzato ad una sorta di primo censimento degli artisti, territorialmente raccolti attorno ad un dato contesto, questa mostra è condivisione da parte di chi, per mezzo dell’arte fotografica, ha, via via, catturato, attraverso il tempo, la definizione esperienziale di una serie di maestri della loro praticata arte espressiva.

Alcuni, come si usa dire, sono, nel frattempo, “andati avanti”, come don Renato Laffranchi, sacerdote e pittore, ricordato nella sua vita longeva sviluppatasi nella doppia consacrazione fra arte ed altare, e come lo scultore Remo Bombardieri, passato a miglior vita non prima di aver solidamente constatato una simile vocazione artistica nel figlio Stefano, a sua volta, noto, fra l’altro, per alcuni suoi soggetti interpretati, in una mole reale, dalla rappresentazione del rinoceronte, nella sua possanza esponenziale.

Età differenti, ma tutte quante corrispondenti ad una acquisita e riconosciuta maturità artistica, tecnicamente rilevabile in questi esponenti dell’arte, sorta in terra bresciana, ed ovviamente d’ambo i sessi, che sanno reggere il confronto con predilezioni differenti, potendo, cioè, incontrare affinità elettive, con i fruitori delle loro opere, su sensibilità differenti.

In questo modo, grazie alla mostra “Studi d’artista”, e cioè mediante le attenti immagini dello studio fotografico al centro del dipanarsi dell’irraggiamento espositivo che ne rappresenta l’ossatura esplicativa, avviene il significativo svelamento di una galassia compositiva, tuttora aleggiante, nel patrimonio artistico che vi è speculare.

Unica “digressione”, il dedicare analogo spazio di immagini allo stimato scultore Angelo Zanelli (1879 – 1942) che, per la temporalizzazione della sua parabola esistenziale, si discosta dagli altri autori compresenti in mostra, pur condividendone, a suo modo, l’orizzonte bresciano, in cui, insieme a lui, ed, appunto, ad altri, si profila l’apporto, racchiuso tra le pregevoli volte affrescate di “Villa Fenaroli”, come tale patrimonio di abilità è messo in mostra, rispettivamente in capo a Giuseppe Bergomi, Remo e Stefano Bombardieri, Giuseppe Gallizioli, Renato Laffranchi, Giusi Lazzari, Iros Marpicati, Felice Martinelli, Cesare Monaco, Elena Monzo, Gianpietro Moretti, Giulio Mottinelli, Carlo Pescatori, Paolo Petrò, Giuseppe Rivadossi, Luigi Salvetti, Livio Scarpella, Enrico Schinetti, Federico Severino, Antonio Stagnoli.

1 commento

  1. Ottima recensione a cura di Luca Quaresmini sulla mostra fotografica presso Villa Fenaroli a Rezzato. Organizzazione Associazione Arte e Cultura “Ars Vivendi” e Associazione Artisti Bresciani.
    Ringraziamenti
    Rosa Lardelli

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