Tempo di lettura: 3 minuti

Brescia. Sta girando attorno al lago di Garda in questi giorni il giovane Mateo che percorrerà circa 1.700 km in 15 giorni, un’impresa sportiva per sostenere Cancro Primo Aiuto.

Da Livigno su e giù per le Alpi Retiche, Carniche, Giulie e per le Dolomiti, il tutto da solo, lui e la sua bicicletta. Il protagonista di questa impresa è Mateo Bormolini, 21 anni, ciclista amatoriale di Livigno. È partito da casa il 13 maggio e, dopo aver percorso circa 1.700 km, ritornerà a Livigno dopo due settimane, tenendo una media di 130 km al giorno.

«Sarà la mia prima avventura in solitaria sulle due ruote – assicura Mateo – anche se era da tempo che sognavo di intraprendere un viaggio di più giorni con la mia bici da corsa. La molla mi è scattata l’estate scorsa, quando su Facebook ho conosciuto alcune persone che si dedicavano al cicloturismo. Da amante delle montagne e da vero scalatore colombiano, ho deciso di organizzare un viaggio sulle Alpi intorno a casa. Ho passato l’inverno a pianificare il viaggio su internet e ho pensato che un’impresa del genere non doveva restare fine a se stessa. Così ho deciso di coinvolgere Cancro Primo Aiuto e di destinare i fondi che riuscirò a raccogliere per sostenere le loro numerose iniziative».

Chi lo desidera, può fare una donazione online.

Partito domenica 13 maggio dalla dogana Svizzera dopo il Tunnel “Munt La Schera”. L’itinerario prevede l’attraversata delle Alpi svizzere, il giro del Lago di Como, il Passo San Marco in Val Brembana fino al Lago d’Iseo.

Quindi il giro del Lago di Garda rientrando sulle Dolomiti attraverso Fiera di Primiero, poi San Martino di Castrozza, Passo Rolle, San Pellegrino, Val di Fassa, Canazei, Arabba e Cortina. Si attraversa il Veneto fino il Monte Zoncolan in Friuli, arrivo a Bovec in Slovenia e rientro in Italia da Lienz, quindi Passo Stalle, Brunico, Rio di Pusteria, Vipiteno, Val Passiria, Passo del Rombo e discesa fino a Solden in Austria. Si passa da Imst, Landeck, Passo Resia in Val Venosta, Passo dello Stelvio, Passo Gavia, Aprica e ritorno a Livigno dal Passo del Foscagno. L’arrivo è previsto il 27/28 maggio a Livigno dopo circa 1.700 km.

Mateo Bormolini ha 21 anni ed è nato in un piccolo paese della Colombia. Adottato all’età di 4 anni, ha iniziato a praticare sport fin da piccolo, dal calcio al nuoto, dallo sci al karate, fino alla mountain bike e al rugby. «Nei miei sogni di bambino c’erano le biciclette da corsa e le montagne – ricorda oggi – Rimanevo incantato dalla velocità e dalla resistenza fisica dei ciclisti professionisti del Giro d’Italia e del Tour de France, e immaginavo quali sensazioni si potessero avere nello scalare più passi alpini». E dopo vari anni come giocatore di rugby nella squadra di Livigno, un infortunio al ginocchio l’ha spinto verso il ciclismo.

 “Siamo solo uomini che aiutano altri uomini”. E’ questo il motto della Onlus Cancro Primo Aiuto, nata nel 1995 in memoria del senatore Walter Fontana. L’Associazione non ha scopo di lucro e propone iniziative nel campo dell’assistenza socio-sanitaria a favore degli ammalati di cancro e dei loro familiari.

Sostenuta da oltre un centinaio di sponsor, tra enti pubblici, associazioni imprenditoriali e soprattutto aziende private, Cancro Primo Aiuto estende la sua azione nell’ambito territoriale della Lombardia, in particolare nelle oltre 50 strutture ospedaliero-sanitarie in cui si è consolidata una collaborazione, distribuite nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese.

Nel corso del 2017 hanno avuto rapporti con l’associazione quasi 30mila pazienti per un totale di circa 60mila prestazioni. Sono una quarantina i collaboratori sostenuti economicamente dalla Onlus e un centinaio i medici volontari collegati a Cancro Primo Aiuto, sempre a disposizione gratuita per i malati e le loro famiglie.

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *