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Vi è un luogo ,nelle Alpi bresciane, in Val Camonica, dove si incontrano i parchi che costituiscono un’area protetta di ben 250.000 ettari.Il Parco dell’Adamello fa infatti da ponte tra i due parchi che gli sono limitrofi: al suo confine orientale si trova il Parco trentino Adamello-Brenta, al limite settentrionale il Parco dello Stelvio, a sua volta limitrofo del Parco Nazionale svizzero dell’Engadina.

Vezza d’Oglio,in Val Camonica , nel parco dell’Adamello ,era la meta della nostra gita scolastica .Ad aspettarci le guide della società “Alternativa ambiente” che si occupano di tutta la parte divulgativa/didattica per conto del Parco dell’Adamello .Propongono progetti di educazione ambientale nelle scuole, escursioni guidate nel Parco, visite al museo naturalistico presente in sede, serate a tema.Tutte le guide sono laureate in agraria, al corso di laurea in “Valorizzazione e tutela dell’ambiente e del territorio montano” Avevamo scelto il tema dell’acqua all’interno del parco e in particolare volevamo mostrare ai bmbini là dove il fiume Oglio si forma.

Al mattino abbiamo raggiunto la Valle delle Messi nel parco dello Stelvio,in località S.Apollonia.Un luogo meraviglioso ,nel comune di Ponte di Legno,dove scorre il Frigidolfo .Intorno abeti rossi , larici dalle foglioline tenere,e qualche cespuglio di ontano che non riesce a crescere più di tanto.Poi migliaia di erbe diverse,dai semplici ranuncoli,al tarassaco, al timo ,alla menta acquatica.

Chiara,la nostra guida ci accompagna e spiega in modo semplice e completo.E’ preparatissima e si sente che questo territorio le appartiene.Anzi è lei che appartiene al territorio.Ci racconta che questa è la valle dei cervi e che bisognerebbe venirci da settembre ad ottobre,per vederli in grande quantità,udirne i terribili bramiti(sì perché il cervo bramisce)e osservare anche i combattimenti d’amore tra i maschi per proteggere il territorio e conquistarne le femmine.Certo ora se ne stavano ben nascosti visto che nella valle c’erano più di 80 bambini in movimento e non proprio silenziosi….

Ma i ciuffi di pelo li abbiamo trovati e anche le loro orme,lasciate nel terreno più umido,mentre scendevano al torrente per abbeverarsi. Chiara ha mostrato ai bambini come si fa il calco di un’orma con il gesso.Inutile dire che ora il calco è esposto a scuola nel nostro piccolo museo.Nelle pozze stagnanti si trovavano le uova gelatinose delle rane e migliaia di girini già nati.Da molti anni non ne vedevo tanti.

L’attività più interessante,per i ragazzi,è stata il rilevamento dei dati del torrente.Impetuso ma non troppo,il Frigidolfo si è prestato all’osservazione.Misurazione della temperatura ,della profondità e della velocità dell’acqua,larghezza dell’alveo.Osservazione della sua limpidezza e scoperta della presenza di bioindicatori.

Il torrente ospita dei tricotteri.Questi strani insetti acquatici, stanno entro un guscio costruito con sabbia e sassolini prima di “sfarfallare”.Vivono solo dove le acque sono purissime.Unica forme di vita insieme alle trote che gradiscono l’acqua in movimento. Poi siamo scesi al paese,dove sotto il ponte di legno i due torrenti Frigidolfo e Narcanello ,si uniscono dando origine al fiume Oglio che ritroveremo dopo un bagno nel lago d’Iseo ,a scorrrere tranquillo giù nella Bassa.

Nel pomeriggio, di nuovo sugli argini dell’Oglio a Vezza d’Oglio .Il fiume è meno impetuoso ma altrettando pulito.Chiara pone domande e ci permette un confronto con il torrente Frigidolfo.Ma il caldo la vince e tutta quell’acqua fresca che scorre ci invita a a fare una cosa sola:togliersi le scarpe ed entrare nell’alveo a godersi la frescura dell’acqua che non ha ancora raccolto tutte le sostanze inquinanti della pianura