Cremona – Mercoledì 14 dicembre alle ore 17.30, presso la sede dell’ ADAFA – Amici dell’Arte Famiglia Artistica, si terrà un imperdibile conferenza dedicata ai nativi americani dal titolo emblematico “Il sentiero delle lacrime – La nazione Cheyenne e il massacro di Sand Creek“. Relatori del convegno sono il prof. Gastone Breccia, insegnante di Storia Bizantina presso la Facoltà di Musicologia dell’Università di Pavia, e Ombretta Valsecchi.

Un tema apparentemente lontano, ma che nasce proprio dalla riflessione sui rapporti che alcuni intellettuali cremonesi come Giovan Battista Biffi e Lorenzo Manini intrattennero con personalità americane, tra le quali Benjamin Franklin, di cui sono conservati nella nostra città degli scritti.

Il massacro di Sand Creeksi verificò il 29 novembre 1864, nell’ambito delle guerre indiane che insanguinarono l’ovest degli Stati Uniti d’America tra il 1860 e 1890 (massacro di Wounded Knee).

Un accampamento di circa 600 nativi americani membri delle tribù Cheyenne meridionali e Arapaho, situato in un’ansa del fiume Big Sandy Creek (oggi nella Contea di Kiowa nella parte orientale dello Stato del Colorado), fu attaccato da 700 soldati della milizia statale comandati dal colonnello John Chivington, a dispetto dei vari trattati di pace firmati dai capi tribù locali con il governo statunitense.

Visto lo scarso numero di guerrieri armati e capaci di difendersi presenti nel campo, l’attacco dei soldati si tradusse in un massacro indiscriminato di donne e bambini, con un numero di morti tra i nativi stimato tra le 125 e le 175 vittime (oltre ad altri 24 morti e 52 feriti tra gli stessi militari attaccanti); come riferito da molti testimoni oculari, i corpi dei nativi uccisi furono scalpati e in molti casi ripetutamente mutilati da parte dei soldati.

L’eccidio del Sand Creek ispirò negli anni l’uscita di libri, film e canzoni. Ne ricordo due in particolare: il film “Soldato blu” del 1970, diretto da Ralph Nelson, con Peter Strauss e Candice Bergen, uno dei primi film western a schierarsi dalla parte degli Indiani d’America; e la bellissima canzone di Fabrizio De Andrè “Fiume Sand Creek“.