Tempo di lettura: 3 minuti

Parma . Un percorso poetico dall’alba al tramonto nel giardino storico dell’Orto Botanico dell’Università di Parma, in cui sarà messa a dimora una pianta. Non un albero qualsiasi ma una Melia azedarach, conosciuta come Albero dei rosari, nota anche come fiore del Paradiso. Un albero santo, dal nome azedarach, di origine araba, i cui frutti, dalla tarda estate e per tutto l’inverno, pendono dalla cima dei rami, ricordando le corone dei rosari.

Si svolgerà, nell’ambito di Verdi Off, sabato 25 settembre dalle ore 8.30, presso l’Orto Botanico “…Sulle ali dorate. Alberi di vita”, anteprima della XV edizione de Il Rumore del Lutto, rassegna culturale diretta da Maria Angela Gelati e Marco Pipitone, promossa da Segnali di Vita aps, in collaborazione con Verdi OFF e Silvia Ghirelli Studio, grazie al contributo di ADE Servizi Onoranze Funebri.

In Oriente, quando una persona muore si pianta un albero, un gesto che crea un’unione tra ciò che continua e ciò che resta. Nelle antiche civiltà e religioni le piante hanno sempre avuto un ruolo importante, spesso considerate come una manifestazione concreta della divinità. Alle piante gli uomini chiedevano protezione, conforto e consiglio. L’idea di piantare un albero ornamentale di Melia azedarach, per ricordare i defunti del Covid-19, ha radici profonde nella storia dell’umanità, e vanta esempi storici significativi anche nel passato recente. I frutti della Melia azedarach, ricordando le collane dei rosari, intendono infondere luce e speranza. La preghiera continua, come un mantra che si ripete, aiuta a ristabilire la calma, il silenzio, la pace, trasformando il dolore e la paura.

La giornata è suddivisa in cinque atti, in collaborazione con l’Orto Botanico, luogo deputato alla piantumazione. Ogni singolo istante coinciderà con un atto, un’azione volta a divenire un momento poetico, per ricordare le vittime dell’ultimo periodo di emergenza sanitaria.

Azioni performative, letture, riflessioni sbocceranno da ogni singolo atto poetico, insieme al Direttore Prof. Renato Bruni.

La giornata avrà inizio alle ore 8.30 con Il Risveglio (l’alba e la preparazione della terra) con Loredana Scianna, alle ore 10.30 Il cerchio della vita (la terra che accoglie e la messa a dimora) con Mario Mascitelli. Alle ore 12.00 La Gratitudine (il momento del sole allo zenith) con Nunzia Moisè. Alle ore 15.30 La Simbologia (ciò che si vede e non si vede di una pianta, la simbolica che trasmette) con Silvia Ghirelli. Alle ore 17.00 Il Tramonto (il rituale di congedo, tra assenze e presenze) con Maria Angela Gelati.

Sulle note di Verdi, saranno pronunciati, ad alta voce, i nomi delle persone che abbiamo perduto, per donare loro un saluto, un albero di vita, memoria e trasformazione, per donare loro ciò che non è stato possibile svolgere insieme: un momento di onore e dignità. L’albero, come testimone-custode, sarà il guardiano del tempo che vive e mai si ferma.

Le note di Giuseppe Verdi chiuderanno la giornata per mantenere nella nostra interiorità i momenti più significativi, verso il riposo delle stagioni e l’inverno che verrà, nel silenzio e sulle ali dorate, per riconquistare il nostro futuro: una nuova primavera.