Legnago (Verona) – Porte aperte per conoscere la nuova realtà teatrale nata a Legnago con Orizzonti Teatrali – Cantiere delle Arti.

Sabato 17 settembre  alle  17.00 accadrà qualcosa di importante per la città. Un evento che inaugurerà una nuova realtà all’insegna del teatro, proposto in tutte le sue forme ed espressioni.

Una novità guidata da Orizzonti Teatrali – Cantiere delle Arti, associazione nata alcuni mesi fa con l’intenzione di formare un pubblico consapevole, attraverso la duplice proposta di una formazione teatrale e di una programmazione di spettacoli, che vada a completare quella già esistente del Salieri.

In questo modo si realizzerà nel tempo quello spazio ideale in cui artisti con background diversi possano collaborare e proporre nuove creazioni artistiche.

E’ una sfida in cui i soci fondatori credono, così come ci crede Fondazione Cattolica, principale finanziatrice del progetto, l’assessorato alla cultura del Comune di Legnago e Cassa Padana, con l’auspicio che il bacino di sostenitori si allarghi in corso d’opera. Fino a contenere enti, istituzioni, associazioni, privati, che abbiamo l’obiettivo di promuovere la cultura, a partire da quella teatrale, dialogando e creando sinergie, utili alla città.

locandinaL’Open day del 17 settembre si svolgerà a Legnago, nella Galleria di Cassa Padana, in Via Marsala 30. Al brindisi di benvenuto, alla presenza delle autorità, seguiranno momenti di la- boratorio teatrale e, a partire dalle 19.00, l’aperitivo con dj-set o erto da Orizzonti Teatrali.

Guardare e praticare. Percepire e provare. Questi i binari sui quali intende muoversi la neonata associazione culturale “Orizzonti Teatrali – Cantiere delle Arti”. Due livelli complementari per arricchire la cultura teatrale nella città natale, Legnago. Una cultura che è già presente grazie ai ben cinque teatri locali, tra cui spicca come eccellenza il Salieri, con una programmazione di alto livello, che spazia dal teatro, alla musica alla danza.

Orizzonti Teatrali si inserisce come novità sul territorio, anzitutto per la proposta di corsi, workshop e incontri formativi. Saranno coinvolti insegnanti, anche di fama nazionale, perché si punta n da subito alla qualità.

“Le nostre sono proposte aperte a tutti e a tutte le età, dai 5 ai 99 anni”, spiegano i soci fondatori. “Non è questione di essere portati o meno alla recitazione. Si tratta piuttosto di mettersi in gioco, prendere coscienza di sé e del proprio corpo. In questo il teatro è senza dubbio una scuola”.

Aspetto altrettanto importante è prendere consapevolezza di quello che si guarda a teatro. Il rischio, altrimenti, è di credere che ci sia un solo tipo di recitazione e di performance. Oggi, invece, il panorama è ricchissimo e vale la pena poterlo conoscere.

Ecco quindi una rassegna, che il primo anno porterà a Legnago spettacoli di ricerca, in grado di a affiancare, non sostituire, la programmazione attuale. E non solo. L’intenzione è quella di organizzare trasferte ogni mese per partecipare a festival o spettacoli fuori porta.

“Nel tempo ci piacerebbe che i giovani locali seguissero la strada del teatro e magari un giorno fossero loro gli insegnanti”.

Come è nata dunque questa idea? Tutto ha avuto inizio grazie a un’iniziativa dell’assessore alla cultura di Legnago, Silvia Baraldi, che raccogliendo le richieste e le esigenze di alcuni concittadini ha riunito un gruppo di persone, divenuti poi i soci fondatori dell’associazione culturale “Orizzonti Teatrali”.

Persone provenienti da realtà diverse: chi professionista del settore, chi operatore dell’associazionismo locale legnaghese. Tutti con background diversi, ma tutti con lo stesso desiderio: realizzare un cantiere di sinergie artistiche, dove linguaggi diversi possano dare vita a nuove creazioni culturali.

“E’ proprio attraverso il dialogo tra artisti anzitutto locali, compagnie teatrali e cittadinanza che si potrà valorizzare il territorio e il suo tessuto sociale”.

Un progetto certo ambizioso, ma realistico, che subito è piaciuto a Fondazione Cattolica, che sosterrà il progetto nella sua fase iniziale. Il tutto si configura a tutti come una start-up culturale in linea con il concetto espresso negli ultimi anni anche da economisti come Pier Luigi Sacco, che spiega la cultura 3.0 come “una cultura che accade soprattutto dove vive e lavora la gente. Creazione collettiva. Non pubblico, ma gente che partecipa a quello che accade in prima persona”.