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Se l’occhio non si esercita, non vede,
se la pelle non tocca, non sa,
se l’uomo non immagina, si spegne

Parma – Il triestino Danilo Dolci, poeta, intellettuale, pacifista, pedagogo al fianco degli ultimi nella Sicilia degli anni ’50, esempio di figura limpida e indomabile, sfugge a qualsiasi tentativo di classificazione: a lui è dedicato lo spettacolo “Digiunando davanti al mare“, di Giuseppe Semeraro, in scena sabato 10 marzo, ore 21.15 ad Europa Teatri di Parma.

Lo spettacolo è incentrato sulla figura di Danilo Dolci, intellettuale italiano vissuto nel secondo dopoguerra. Nato a Trieste da madre slovena e padre siciliano, si trasferisce nel 1952 in Sicilia dove promuove lotte non violente contro la mafia e il sottosviluppo, per i diritti dei contadini, dei pescatori, dei disoccupati. Il suo attivismo gli valse due candidature a premio Nobel per la pace e il riconoscimento a livello internazionale del suo operare. Sempre in quegli anni con i contadini progetta e realizza una radio clandestina, un asilo, una diga, l’università popolare insieme a tanti progetti culturali. Danilo Dolci voleva, con i disoccupati siciliani, ricordare all’Italia intera che per la Costituzione Italiana il lavoro è un diritto ma anche un dovere se questo lavoro ha un’utilità pubblica.

Ma nello spettacolo si raccontano soprattutto le sue qualità umane, il suo grande potere comunicativo e la fiducia che sapeva spargere attorno a sé. Qualità che gli permisero di creare un grande movimento popolare che sfociò nel grande “sciopero alla rovescia”, fatto dai disoccupati che per protesta svolsero lavori utili alla collettività. Fu durante quella manifestazione che Dolci fu arrestato assieme ad alcuni collaboratori. Ne seguì un processo che segnò un profondo spartiacque nell’Italia del dopoguerra.
È la storia di un sogno compiuto, perché, per usare le parole di Danilo Dolci, “nessuno cresce se non è sognato”.

Amico di molti intellettuali nazionali e internazionali ne ricevette il sostegno concreto per tutte le sue attività sociali. Suoi sostenitori furono Norberto Bobbio, Carlo Levi, Piero Calamandrei, Sartre, Russell, Aldo Capitini, Elio Vittorini, Lombardo Radice, Peppino Impastato.

Egli ha fatto quello che nessuno di noi aveva saputo fare – parole di Piero Calamandrei nella testimonianza resa al processo a Dolci – Per questo sono venuti qui da tutta Italia gli uomini di cultura a ringraziarlo: a ringraziarlo di questo esempio, di questo riscatto operato da lui, agnus qui tolli peccata di una cultura fino a ieri immemore dei suoi doveri“.

Digiunando davanti al mare
Un progetto di Giuseppe Semeraro
dedicato a Danilo Dolci

drammaturgia di Francesco Niccolini
con Giuseppe Semeraro
regia di Fabrizio Saccomanno
produzione: Principio Attivo Teatro

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