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Brescia – Dopo la felice esperienza dello spettacolo Gomorra, Roberto Saviano torna a lavorare con il regista Mario Gelardi ad un progetto teatrale tratto dal suo recente romanzo “La paranza dei bambini“, ispirato alla realtà dell’organizzazione camorristica che attira i giovanissimi verso un destino da malavitosi.

“Paranza” in gergo sta per gruppo criminale, ma il termine ha origini marinaresche e indica le imbarcazioni che nei fondali bassi pescano i pesci piccoli per la frittura di paranza. L’espressione “paranza dei bambini” restituisce l’immagine di pesci talmente piccoli da poter essere cucinati solo fritti, proprio come i ragazzi raccontati da Saviano nel suo best seller, appartenenti a una comunità, o per meglio dire a una tribù in ascesa verso il potere che impone regole feroci per poter perdere l’innocenza e diventare grandi.

Lo spettacolo andrà in scena nei prossimi giorni in alcuni teatri bresciani:

  • mercoledì 14 febbraio, alle ore 20.45, presso il Teatro Odeon di Lumezzane;
  • giovedì 15, alle ore 21.00, al Teatro Politeama di Manerbio;
  • venerdì 16, alle ore 20.30, al Teatro delle Ali di Breno.

In scena: Vincenzo Antonucci, Luigi Bignone, Antimo Casertano, Riccardo Ciccarelli, Mariano Coletti, Giampiero de Concilio, Simone Fiorillo, Carlo Geltrude, Enrico Maria Pacini, con la partecipazione di Ivan Castiglione.

Afferma Saviano:Il Nuovo Teatro Sanità e Mario Gelardi non sono solo resistenza e non sono semplicemente teatro. Loro sono il nucleo intorno al quale alla Sanità, a Napoli, si costruisce un presente reale, che si può toccare vedere e ascoltare. Un futuro che si può immaginare. Loro sono voci che sovrastano urla, sono mani tese. Con loro, con Mario, lavoro per portare in scena La paranza dei bambini. Solo loro possono trasformare in corpi, volti e voci le mie parole“.

Frase shock: “Io per diventare bambino ci ho messo dieci anni, per spararti in faccia ci metto un secondo“.
Hanno scarpe firmate, famiglie quasi normali e grandi ali tatuate sulla schiena. Sfrecciano in moto contromano per le vie di Napoli perché sanno che la loro unica possibilità è giocarsi tutto e subito. Non temono il carcere né la morte. Sparano, spacciano, spendono.
Sono la paranza dei bambini.

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