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Torna fino al 2 giugno  la rassegna dedicata all’asparago dove sarà possibile gustare piatti con tante ricette presso i ristoranti piacentini e gli agriturismi aderenti all’iniziativa, che avranno come protagonista l’asparago, uno dei prodotti di qualità che compongono il paniere della tradizione gastronomica piacentina.

L’asparago è una coltura antichissima che arriva dall’Asia. I dipinti egiziani testimoniano che era ben conosciuto già a quei tempi e, probabilmente, furono proprio gli antichi Egizi a fare da ponte tra oriente e occidente e a diffondere la coltivazione nell’intero bacino mediterraneo. Gli stessi lo offrivano in sacrificio agli dei, in quanto considerato simbolo di fertilità.

Nel 300 a. C. il filosofo greco Teofrasto, allievo di Aristotele, nella sua opera “La storia delle piante” decanta il delicato sapore degli asparagi. I Romani , non solo raccoglievano le piante selvatiche, ma iniziarono la stesura dimanuali, dove ne descrivevano minuziosamente la coltivazione. Si narra che agli imperatori Romani gli asparagi piacessero moltissimo , tanto che furono costruite navi appositamente destinate al trasporto di questo ‘ortaggio prezioso’ , quelle navi erano state denominate “asparagus”.

Il grande Giulio Cesare , in una epistola, scrive degli asparagi conditi con il burro. Catone descrisse in modo dettagliato le tecniche di impianto nella sua opera “De Agricoltura”: è questo il primo documento di carattere agronomico, che tratta l’asparago. Anche Plinio dedicò una parte importante sull’asparago nella sua opera “Naturalis historia” , dove si parla anche del vecchio asparago italiano.

Dopo la caduta dell’impero Romano , la coltivazione di asparago scompare , ma la ritroviamo nel medioevo, negli orti dei Monasteri , dove i monaci utilizzavano il prelibato ortaggio per i suoi molteplici aspetti terapeutici

Il De Crescenzio accenna all’asparago solo per le sue virtù medicamentose (trattato dell’agricoltura XIII sec.). Nel 1650, poi, Vincenzo Tanara nel volume “L’economia del cittadino in villa” tratta della coltivazione e delle tecniche di forzatura per ottenere la raccolta anticipata.

Nel XV secolo l’asparago è apparso come coltivazione in Francia e successivamente in Inghilterra; più tardi è arrivato anche in Nord America , dove inizialmente gli asparagi venivano essiccati e usati a scopo medicamentoso come pianta officinale.

In Francia il Re Sole ne era veramente ghiotto , tanto ghiotto da convincere il suo giardiniere La Quintinye a produrre questa verdura al lui tanto cara in diverse stagioni dell’anno . Si pensi che grazie alle tecniche di forzatura il famoso giardiniere portava sulle tavole reali gli asparagi addirittura nel mese di dicembre.

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La Redazione
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