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Darfo Boario Terme – Ad un anno dalla beatificazione e in vista del  45° di intitolazione dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri di Darfo, sabato 19 ottobre una giornata di celebrazioni per ricordare un martire dei nostri tempi.

Teresio Olivelli, un cattolico, un docente, un intellettuale, un partigiano e fondatore delle Fiamme Verdi, un beato. Un eroe del nostro tempo che si è distinto per la fermezza dei suoi valori e per la strenua difesa dei più deboli.

“La figura di Teresio Olivelli spicca tra gli oppositori del regime fascista – spiega il Sindaco della Città di Darfo Boario Terme, Ezio Mondini– Un testimone autentico della virtù di coloro che sanno essere coerenti, una figura attualissima, un esempio per tutti. L’intitolazione del nostro Istituto superiore a questa grande personalità ci onora e ci stimola a mantenere sempre alta l’attenzione sulla faticosa adesione delle nostre azioni ai nostri valori”.

Teresio Olivelli
Teresio Olivelli

La vita di Teresio Olivelli è permeata da grandi azioni eroiche a favore dei più deboli (dal salvataggio di giovani alpini durante la ritirata di Russia all’ultimo gesto in lager di difesa di un compagno che gli costò la vita) e anche da una forte adesione ai principi della cristianità che lo distinguono nella azione intellettuale ed educativa.

“La giornata di studio e di approfondimento, in preparazione del 45° anniversario della intitolazione dell’Istituto a Teresio Olivelli, costituisce un’importante occasione per tutti, giovani e adulti, per recuperare i valori che il Ribelle per Amore ha saputo proporre nella sua breve ed intensa esistenza – aggiunge Antonino Floridia, Dirigente Scolastico dell’ITCG “Olivelli” di Darfo Boario Terme- La freschezza e la genuinità del suo operato sono di evidente attualità: l’impegno profuso nei diversi momenti della sua vita caratterizzata da onestà intellettuale, umana e spirituale, per l’affermazione dei principi di Libertà e di Solidarietà, propone importanti riflessioni per comprendere e affrontare la complessità del presente periodo storico”.

“Per questo motivo periodicamente, la nostra scuola, assieme alle Istituzioni e alle Associazioni della Valle Camonica, presenta alle nuove generazioni la caratura educativa e culturale della figura del Beato Teresio Olivelli” aggiunge il professor Floridia.

“Nella sua attività con le Fiamme Verdi, Olivelli ha percorso in lungo e in largo la provincia di Brescia, e in particolare la Valle Camonica, con il compito di tenere i collegamenti fra i vari gruppi partigiani e diffondere clandestinamente il giornale “Il Ribelle- commenta Ezio Gulberti, Consigliere Provinciale Fiamme Verdi e  e coordinatore Ecomuseo della Resistenza in Mortirolo– Ecco perché è stato lungimirante titolare in Valle Camonica una scuola a Teresio Olivelli e ora, a distanza di quasi 45 anni, ricordare tale evento”.

Un insegnamento vivo oggi, quanto nel 1975 quando il Collegio Docenti, su proposta del Prof. Paolo Franco Comensoli sostenuta dal Preside Eugenio Fontana, scelse di intitolare l’Istituto superiore al partigiano cristiano che aveva animato anche la Resistenza camuna. Una scelta, quella di intitolare la scuola a un martire della libertà, che intendeva riaffermare “un’esigenza di lealtà e di chiarezza, di fiducia nel dibattito razionale, di disposizione alla critica, senza miti e autorità precostituite (E. Fontana- Testimonianza a Teresio Olivelli-) proprio in quegli “anni di piombo” di cui ricordiamo la strage di Piazza Loggia a Brescia (1974).

Il programma delle celebrazioni che si distribuisce lungo tutta la giornata di sabato 19 ottobre prenderà il via alle ore 9,30 con una conferenza alla presenza del Prof. Roberto Tagliani Docente presso l’Università Cattolica di Brescia, Mons. Tino Clementi Cappellano dell’Associazione, Prof. Anselmo Palini, autore del volume “Teresio Olivelli. Ribelle per amore” e i ragazzi preparati dal Prof. Granucci. Un dialogo aperto e un confronto costruttivo; metodologie educative  che avevano in Olivelli uno strenuo sostenitore.

A seguire sarà scoperta un’opera realizzata dall’artista camuno Sergio Rota Sperti nel cortile dell’Istituto,  accompagnato dai discorsi ufficiali.

Nel pomeriggio, alle ore 16,15 la cerimonia civica (alzabandiera, deposizione con sfilata della corona, recita della Preghiera del Ribelle) davanti alla stele del £Ribelle” al cimitero di Darfo e sfilata per le vie cittadine sino alla Chiesa Parrocchiale di Corna.

Alle 17:00 l’attore Luciano Bertoli, i Cori Vallecamonica e Pineta ed il quintetto di ottoni della Banda Cittadina  porteranno  in scena Teresio Olivelli presso la stessa Chiesa parrocchiale con il recital dal titolo “Riflessioni su Teresio Olivelli. Ribelle per amore”

Alle ore 18.00, a conclusione della giornata di celebrazioni, la Santa Messa nella Parrocchiale dei SS Giuseppe e Gregorio Magno di Corna con donazione alla parrocchia di un’opera dell’artista Edoardo Nonelli.

Nato nel 1916 in provincia di Como, Teresio Olivelli si laurea in giurisprudenza all’Università di Pavia. Studente modello, partecipa alle attività di Azione Cattolica e della S. Vincenzo, poiché sente l’urgenza di portare i propri valori cattolici nei diversi ambienti sociali. Dopo la laurea si trasferisce all’Università di Torino come assistente della cattedra di diritto amministrativo. Inizia una stagione di intenso impegno socio-culturale, caratterizzato dallo sforzo di inserirsi criticamente all’interno del fascismo, con il proposito di influenzarne la dottrina e la prassi, mediante la forza delle proprie idee ispirate alla fede cristiana. Obiettivo primario: la costruzione di una società migliore.

Nel 1939, vince i “Littoriali” (dibattiti intellettuali attorno a temi assegnati destinati ai giovani universitari in epoca fascista) sostenendo la tesi che fonda la pari dignità della persona umana, a prescindere dalla razza (Romanità e Razza) in netta antitesi con il pensiero dominante allora.

Chiamato a Roma presso l’Istituto Nazionale di studi e di ricerca, vi opera effettivamente per meno di un anno, poiché decide di intraprendere il servizio militare. Nel 1940 è nominato ufficiale degli alpini: chiede di andare volontario nella guerra di Russia per stare accanto ai giovani militari e condividerne la sorte.

È in questo periodo che Olivelli si fa sempre più critico nei confronti dell’ideologia fascista, toccando con mano la brutalità della guerra. Sopravvive alla disastrosa ritirata compiendo atti eroici: mentre tutti fuggono egli si ferma a soccorrere i feriti e a salvare molti alpini.

Nella primavera del 1943, a 26 anni,  torna come rettore del prestigioso collegio Ghisleri di Pavia dove aveva studiato: è il più giovane rettore d’Italia.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 si trova ancora sotto le armi, non si arrende ai tedeschi e più volte viene arrestato, deportato e sempre riesce a fuggire.

Nel novembre del 1943 arriva a Brescia e partecipa a una riunione clandestina con il compito di mantenere i contatti tra il movimento ribellistico di Brescia e Cremona con il CLN milanese. È in questo periodo che visita più volte il centro camuno della Resistenza svolgendo una intensa opera di animatore. Quella di Teresio Olivelli è un’azione morale e pedagogica, tesa a diffondere i valori cristiani di libertà e di riconciliazione, infondendo coraggio, lealtà e forza ideale.

Fonda “Il Ribelle”, foglio clandestino di collegamento tra gli esponenti della resistenza di ispirazione cattolica ancora oggi considerato uno dei documenti più significativi della Resistenza.

Nell’aprile 1944 viene arrestato a Milano: segue la deportazione nei campi nazisti prima in Italia, poi in Germania. È qui che Olivelli interviene sempre in difesa dei compagni percossi, rinuncia alla razione di cibo in favore dei più deboli e malati.

Questo atteggiamento suscita nei suoi confronti l’odio dei capi baracca, che di conseguenza gli infliggono dure e continue percosse fino al violento calcio al ventre in conseguenza del quale muore il 17 gennaio 1945, a soli 29 anni.

Il corpo è bruciato nel forno crematorio di Hersbruck.

Il 16 giugno 2017 papa Francesco ha dato il suo assenso alla promulgazione del decreto con cui, ufficialmente e definitivamente, Teresio Olivelli poteva essere dichiarato martire.

La beatificazione è stata celebrata il 3 febbraio 2018, presso il Palasport di Vigevano.

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