Terra tremula

Cronaca di una giornata di scuola... con terremoto

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Desenzano del Garda (Brescia) – Tutto è cominciato la scorsa notte. Non so esattamente che ore fossero, ero assonnata e non ho controllato la sveglia, ma ho percepito nettamente un tremolio sotto i piedi, anzi sotto il letto. Non una vera e propria scossa, più che altro una vibrazione.

Mi sono destata e ho chiamato Marco che, in quel momento, russava. “Hai sentito anche tu questo rumore?” chiedo. “No!” risponde abbastanza scocciato. Mi sono alzata e ho controllato Elena: dormiva placida nel suo lettino. Dopo poco mi sono riaddormentata, convinta di aver confuso un sogno nel dormiveglia con una scossa di terremoto.

Questa mattina, però, a scuola non si parlava d’altro e, non appena ho varcato la soglia, la domanda è stata “Hai sentito anche tu il terremoto stanotte?!”. Non avevo sbagliato, la mia sensazione che qualcosa stesse movendosi sotto di me era azzeccata.

Una scossa con epicentro a Reggio Emilia, hanno detto. Poi al suono della campanella tutti in aula. Le lezioni scorrono senza intoppi fino a metà mattina, quando, nel bel mezzo dell’interrogazione di geografia ecco un’altra scossa e l’aula che ondeggia. Subito partono alcune urla, i ragazzi che si agitano e Martina -la più chiaccherona della classe- che si fionda sotto il banco (da manuale!).

Per sicurezza il preside fa evacuare l’edificio e scendiamo tutti in giardino. La scossa questa volta era stata più forte rispetto a quella della notte precedente, ma la brevissima durata del sisma ha fatto sì che la gioia di stare all’aria aperta e di godere di una seconda e prolungata ricreazione procurasse ai ragazzi più spasso che paura.

Paura l’hanno avuta, invece, i genitori , che dall’ora seguente si sono recati in massa a scuola per ritirare i figli, impauriti dalla possibilità di ulteriori e più gravi sviluppi. In poco meno di mezz’ora la scuola era semideserta, con grande amarezza dei pochi ragazzi rimasti a scaldare i banchi di aule vuote.

Tutto sommato questo terremoto è stato per i miei giovani studenti più un diversivo ricreativo che momento di reale paura. Meglio così. Ma non dimentico il terrore di quando la terra decide di tremare davvero sotto i nostri piedi. Non scordo la nostra bella Salò devastata nel 2004 o le rovinose immagini dell’Aquila del 2009 .

Oggi è stata solo una lieve scossa, il grande gigante che ci sostiene si è limitato a “sgranchirsi le ossa”. Ma il fremito ha risvegliato in un istante quella sensazione di impotenza totale che si prova difronte alla forza devastante della natura. E’ bastato un piccolo campanello d’allarme per ricordarci quanto l’uomo sia piccolo e succube dinnanzi ad eventi che, ancor oggi, non può controllare, nè prevedere.

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Laura Simoncelli
Dopo il diploma di liceo scientifico, si laurea all’Univeristà Cattolica di Brescia nel 2004 in Lettere e Filosofia. Collabora con Fondazione Civiltà Bresciana e Bresciaoggi con stesura di articoli sportivi, cronaca e tempo libero. Dal 2004 al 2017 fa parte della redazione di popolis. E’ docente di italiano e storia presso le scuole medie e superiori

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