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Trento. Il Mart e il MUSE, per la prima volta insieme, organizzano una grande mostra nella storica sede di Palazzo delle Albere a Trento: Terre Alte un progetto inedito di Steve McCurry, tra i fotografi contemporanei più famosi e amati. Da un’idea di Vittorio Sgarbi e Gabriele Accornero, a cura di Biba Giacchetti e Denis Isaia, fino al 19 settembre.

Dedicata alle terre e alle genti di montagna, la mostra è un viaggio tra le altitudini del mondo. L’Afghanistan, il Tibet, la Mongolia, il Giappone, il Brasile, la Birmania e poi le Filippine, il Marocco, lo Yemen narrano le simbiosi tra popoli, animali e paesaggi secondo l’inconfondibile cifra espressiva di McCurry.

In un percorso su due piani, 130 scatti descrivono il suo instancabile desiderio di esplorare, scoprire e raccontare il mondo. Come in tutta l’opera di McCurry, le fotografie in mostra omaggiano l’esistenza in oscillazione tra il pericolo e la risorsa, denunciando i soprusi umani e ambientali che affliggono il pianeta.

L’esposizione è arricchita dalla Icons Room, una stanza nella quale si ripercorre sinteticamente la carriera di Steve McCurry attraverso undici fra le più note opere fotografiche. Tra queste il celebre ritratto della “ragazza afgana” dallo sguardo magnetico, realizzata nel 1984. Un progetto in collaborazione con Sudest57.

Membro della Magnum, si e’ laureato nel 1974 in Cinematografia e Teatro presso l’Universita’ della Pennsilvanya. Inizia a lavorare come freelance alla fine degli anni ‘70, realizzando reportage dall’ India e dall’ Afghanistan, i paesi con cui maggiormente si identifica il suo lavoro. La svolta nella sua carriera avviene nel 1979, quando entra nelle zone Afaghane controllate dai mujahiddin, appena prima dell’invasione russa.

Quando tornò indietro, per attraversare il confine portò con sé rotoli di pellicola cuciti tra i vestiti. Le sue immagini a colori, che combinano al meglio l’arte del reportage, dellla fotografia di viaggio e dell’indagine sociale, sono state pubblicate in numerose pubblicazioni in tutto il mondo, ma il nome di Steve McCurry rimane in particolarmente legato al National Geographic, di cui ha realizzato la copertina piu’ famosa di tutti i tempi.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.