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Si chiama Lewis Pugh, inglese, ha 48 anni preoccupato per la salute del mare, degli oceani, questa estate si è posto una domanda: Che il nostro pianeta sia a rischio lo si sente spesso, ma in quanti si mettono davvero in gioco per salvarlo?” E allora perché non farsi una nuotata per sensibilizzare i governi del Mondo, magari tutta la Manica per iniziare dal Governo inglese.

È così che Lewis, cuffia e occhialini da piscina, si è tuffato il 12 luglio da Land’e End per nuotare per 560 km lungo la Manica per arrivare a Dover, The Long Swim.

La Manica è sempre stata terreno di sfide, nel 1875, il capitano Matthew Webb divenne la prima persona a nuotare da Dover a Calais. Da allora, circa 1.800 persone hanno attraversato il Canale della Manica. Ma nessuno ha mai nuotato per tutta la sua lunghezza, si è cimentato Lewis che in questi giorni sta raggiungendo il traguardo della sua meta.

Ma perché dare pubblicità ad un’impresa solitaria e un poco folle? Il perché è nello spirito e nelle motivazioni che hanno caricato ogni bracciata di Lewis nelle fredde acque della Manica.

Iniziando dalle motivazioni: “ho nuotato nei nostri oceani per oltre 30 anni, e i cambiamenti che ho visto sono stati orribili. Ho iniziato a nuotare in ecosistemi vulnerabili per attirare l’attenzione sull’impatto delle nostre azioni sui nostri oceani. Ho visto enormi blocchi di ghiaccio scivolare giù dai ghiacciai artici. Ho nuotato sopra il corallo sbiancato ucciso dall’innalzamento delle temperature del mare, e sopra le ossa delle balene cacciate fino all’estinzione.

Ho visto l’inquinamento plastico nelle parti più remote degli oceani, e la spazzatura si accumulava così spesso sulle spiagge della città che non si poteva più vedere la sabbia. Ho intrapreso nuotate a lunga distanza in ogni oceano del mondo, comprese le acque gelide dell’Artico e dell’Antartico, ma ora lo porto al livello successivo. Sto ancora facendo la mia nuotata più dura, così posso chiedere al governo britannico e a tutti i governi del mondo di rafforzare la nostra protezione dell’oceano. Perché fare la cosa giusta deve iniziare a casa.”

Così bracciata dopo bracciata Lewis sta finendo la sua impresa con il suo messaggio: sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della salvaguardia del pianeta relativamente al cambiamento climatico e sulle problematiche che affrontano i nostri mari. Mediterraneo in testa.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.