Cremona. La scuola e il teatro si incontrano con un’installazione degli studenti della 5A Indirizzo Scenografia del Liceo Artistico Statale IIS Stradivari in collaborazione con il Teatro Amilcare Ponchielli, un progetto liberamente ispirato allo spettacolo Socrate il Sopravvissuto, come le foglie regia di Simone Derai, dal romanzo Il sopravvissuto di Antonio Scurati in cartellone al Teatro Ponchielli Giovedì 6 Febbraio alle ore 20.30. L’installazione inaugura al ridotto del Teatro Ponchielli mercoledì 5 febbraio alle 18 e rimarrà aperta sino al 12 febbraio.

Con il progetto Time Out si rinnova la collaborazione tra scuola e teatro, un’esperienza didattica e formativa rilevante per gli studenti, sostenuta e voluta dalla scuola e dall’istituzione culturale cremonese.

Il lavoro proposto agli studenti dal Teatro, prende spunto dallo spettacolo Socrate il Sopravvissuto, come le foglie. Con la messa in scena di Anagoor, si entra nel pieno del dramma antico della condanna a morte di Socrate e nella mattanza contemporanea attuata in una scuola dallo studente Vitaliano Caccia che, come nel romanzo di Antonio Scurati, si presenta di fronte alla commissione di maturità massacrando tutto il corpo docente e risparmiando un solo insegnante.

Un lavoro intenso ed attualissimo, centrato sulla crisi dell’educazione in un’epoca di banalità ininterrotta, e sul rapporto sempre aperto tra sapere e potere. Time Out racconta di un  tempo sospeso, quello che sta nel mezzo tra una battaglia ed un’altra.

Dove al rumore delle armi e alla confusione dei corpi e delle anime, segue il tempo dello sgomento, dell’incredulità verso ciò che si è appena consumato. Cortocircuito, spaesamento, l’immenso niente pedagogico che ci paralizza. Lo spazio è invaso da frammenti di esistenza: una serie di disegni, dei corpi celati da lenzuola, un leggio, un piano da gioco per una prossima battaglia navale, un diamante, un ettagono specchiante, una tavola del tempo, un cannocchiale, delle scritture.

Così si presenta lo spazio allestito dagli studenti. Gli oggetti deposti o abbandonati dopo che la tragedia si è consumata, sono delle tracce, degli indizi immersi nelle rovine della storia. Allora come sapienti archeologi, occorre scavare fin dentro le pieghe del nostro sapere, per riconoscere in questo tempo sospeso, impensabile, forme inedite di confronto, conflitto e convivenza. L’irrompere dell’evento, che non si può stabilire in partenza, si presenta come occasione da afferrare per vedere le cose dal punto di vista di ciò che viene. È attraverso l’impensabile, il cortocircuito, anche se complicato da accettare, che l’educazione si fa.