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Verona. Annoverato dall’UNESCO come Patrimonio di Cultura Immateriale, il gioco di strada, nella sua semplicità intramontabile, si ritrova da anni nel centro storico di Verona per la manifestazione del “Tocatì”, il festival internazionale del gioco di strada.

Quest’anno invaderà di giochi e allegria la città scaligera dal 12 al 15 settembre. Nelle più belle piazze del centro storico, per l’occasione libere dalle auto, un’ampia selezione di giochi tradizionali di strada italiani e stranieri, con la possibilità di sperimentarli. Quest’anno il paese ospite d’onore è la Bretagna.

Il progetto del Tocatì e il suo lungo viaggio interessano all’UNESCO a tal punto che dal 2016 ha concesso il suo patrocinio al Festival evidenziando il rapporto tra la salvaguardia di giochi e sport tradizionali in quanto patrimonio culturale immateriale.

Giochi semplici e antichissimi torneranno a incantare e a raccontare una storia millenaria che ha seguito il cammino dell’evoluzione umana. Nei giorni del festival i giochi tradizionali ritornano nelle strade e nelle piazza, accompagnati da esposizioni, incontri, narrazioni in gioco, musiche e danze tradizionali che sono parte del coinvolgente programma che ogni anno diventa sempre più ricco.

Il Festival nasce nel 2003 da un progetto dell’Associazione Giochi Antichi  e con un format messo a punto nel corso degli anni diventa un punto di riferimento mondiale per tutti gli appassionati di gioco tradizionale. Il Tocatì raduna migliaia di appassionati di giochi tradizionali provenienti da tutto il mondo. Grazie alla sua particolarità ha avuto da subito un grande successo, tanto che nelle sue varie edizioni è riuscito a portare in città anche molte nazioni straniere, che hanno partecipato con le loro tradizioni e gesti ludici.

Il Tocatì nasce con lo scopo di valorizzare il gioco tradizionale e trasmettere le tradizioni millenarie che caratterizzano i popoli. Negli anni raggiunge risultati insperati diventando, con i suoi 300.000 spettatori, il Festival Internazionale dei Giochi in Strada più unico al mondo, e dando, allo stesso tempo, un forte impulso alla economia della città.

Durante Tocatì le comunità provenienti da Verona e dintorni, ma anche dall’Italia, dall’Europa e da tutto il mondo, giocano insieme condividendo le loro tradizioni culturali. Verona, i suoi monumenti e il suo centro storico, patrimonio mondiale dell’UNESCO, diventa in questa occasione luogo di incontro con altre comunità culturali in uno spirito di condivisione e riconoscimento del valore della diversità culturale, aprendo anche nuove prospettive per un uso creativo degli spazi urbani.

Il gioco tradizionale diventa un patrimonio di conoscenze, capacità e pratiche di comunità, gruppi ed individui. Un patrimonio che può migrare con gli uomini, attraversando frontiere e confini. Questo patrimonio immateriale si trasmette nel vivo delle pratiche, adattandosi al mutare dei contesti. Con i giochi viaggiano altre espressioni culturali. Giocare insieme permette di ritrovare e condividere tradizioni orali, artigiane, alimentari, musicali. In questo senso il gioco è un patrimonio vivo che contribuisce al senso d’identità e continuità delle comunità culturali e ne favorisce la creatività.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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