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Dopo aver incontrato decine di famiglie in giro per l’Italia e dopo la recente messa in onda su Sky Arte, Tommy arriva nelle scuole.

Continuera’ a raccontare la sua storia, quella di un ragazzo autistico, maggiorenne da pochi mesi, in un viaggio on the road per incontrare altri ragazzi. E lo fara’ con le parole del padre, il giornalista Gianluca Nicoletti che con lui ha condiviso questa avventura.

Nicoletti, insieme al regista Massimiliano Sbrolla ha tratto da questa esperienza un docufilm dal titolo ‘Tommy e gli altri’. Il progetto itinerante, sostenuto dal Miur, con il contributo di Sky Italia, fino a marzo tocchera’ anche le citta’ di Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Latina, L’Aquila, Milano, Napoli, Novara, Palermo, Prato, Reggio Calabria, Torino e Udine.

Il film tratta il tema dell’autismo secondo diversi aspetti, in primis quello legislativo, secondo la normativa vigente infatti i ragazzi autistici “cessano di esserlo al compimento della maggiore eta'”.

Un frase provocatoria per sottolineare l’interruzione di cure, di programmi e di sostegno da parte dello Stato (ad eccezione di minimi contributi mensili) facendo di fatto ricadere “tutto sulle spalle dei genitori”. Che tuttavia non ci saranno per sempre.

Una prospettiva angosciante per molte famiglie che porta alcune di loro addirittura a comprendere l’ipotesi dell’omicidio-suicidio di persone anziane con disabile in casa.

Non solo assistenza ma anche bullismo. I ragazzi autistici infatti sono i primi spesso ad esserne vittima. Per questo, uno degli obiettivi del lungometraggio, e’ quello di “portare i ragazzi a riflettere sul fatto che reagire con violenza a quello che in realta’ non capiamo e di cui forse abbiamo solo paura e’ un comportamento arcaico e da sfigati”.

E ancora, frammenti di comicita’, di sconforto, di vero amore tra padre e figlio, ma soprattutto di riflessione.

“Non voglio essere considerato un esempio, ne’ un eroe– spiega la voce fuori campo di Nicoletti durante la proiezione del film- non esistono solo storie positive come vorrebbe far credere qualcuno ed essere autistici non e’ una figata”.

Quindi la storia si conclude con le immagini di Tommy da bambino al mare con la madre e il padre e le note di ‘costume da Torero’ di Brunori Sas che parla della costante necessita’ di credere a un cambiamento e alla disillusione che spesso ne segue.

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Redattore Sociale
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