Pescarolo ed Uniti (Cremona) – Condizionata inevitabilmente dalle normative Anti-Covid19, nei giorni 9 – 10 – 11 ottobre si terrà presso l’Oratorio campestre della Madonna della Senigola la 28ª edizione degli “Sgabei d’autunno”.

Come sempre, in alternativa al piatto ormai tipico tradizionale di questo appuntamentoSgabei con affettati e formaggi”, saranno proposti, solo per la domenica, altri piatti tipici del nostro territorio quali trippa e tortelli.

Per i buongustai e gli amici affezionati che dovranno rinunciare a questo appuntamento, in un luogo che ha sempre un suo fascino particolare, gli organizzatori assicurano l’impegno massimo per cercare di salvare in parte la tradizione, offrendo ai residenti di Pescarolo e Pieve Terzagni un servizio anche a domicilio, rispettando i seguenti orari: per il venerdì e il sabato, dalle 19 alle 20,30 e per la domenica dalle 11 alle 13. Dopo questi orari il servizio sarà riservato a chi avrà trovato posto all’interno della casa comunale.

Tra le limitazioni, legate alle limitazioni AntiCovid-19 previsti dalle normative attuali, resta annullato l’appuntamento della domenica sera. Così il volontariato locale non vuole rinunciare alla tradizione e l’auspicio è che la gente capisca questo sforzo e, per quanto possibile, aderisca alla proposta della Pro Loco.

In merito all’indicazione della 28ª edizione, inevitabile un ricordo a quel 1993 quando l’amico Tonarelli Agostino propose alla Pro Loco, in occasione della programmazione della “merendada”, un piatto nuovo della cucina ligure, perché provenendo lui da quelle terre l’aveva già proposto in altre iniziative ed aveva riscosso un notevole successo. Quella fu certamente un annata particolare che possiamo sintetizzare nel titolo pubblicato da La Provincia del 10 Marzo 1993 e firmato dalla giornalista del tempo la Professoressa Maria Luisa D’Attolico “Senigola di Pescarolo, rivivono le vecchie pietre”. Un momento particolare per l’Oratorio campestre che tornò, dopo anni di abbandono, a riempire le pagine della cronaca, sia relativamente ai lavori che vennero eseguiti per la sua conservazione, attraverso l’apposito comitato, che per le varie feste che anche altre associazioni esterne presero come punto di riferimento.

Una struttura che poi attraverso un apposito scavo, voluto dai volontari e appassionati di storia, del Museo del lino e non ha dato importanti riferimenti sulla storia del nostro territorio.