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Cremona. La Canottieri Baldesio accoglie anche quest’anno il Torneo Internazionale di Tennis in Carrozzina “Città di Cremona”. Giunto alla sua quinta edizione, si svolgerà dal 6 al 9 settembre e vedrà la partecipazione dei più forti giocatori italiani e stranieri di categoria.

In Italia il tennis in carrozzina è nato nel 1987, quando un gruppo di ragazzi paraplegici toscani che praticavano il tennis tavolo conobbero Giovanni Cantaffa, un calabrese emigrato in Svizzera che un giorno, dopo una seduta di allenamento sul tavolo di legno verde, portò i ragazzi toscani su un campo da tennis vero e proprio. La nuova attività si diffuse con grande rapidità nel nostro Paese e oggi il tennis in carrozzina conta almeno 150 giocatori, di cui più di un quarto frequenta assiduamente il circuito internazionale con buoni risultati.

Il Torneo che inizierà giovedì 6 sui campi della Baldesio di Cremona, è stato sostenuto da numerosi sponsor e da 20 Rotary Club del Distretto 2050, sia economicamente che con volontariato attivo, con l’obiettivo di promuovere lo sport inclusivo come strumento per vedere riconosciuti i propri diritti e la possibilità di vivere un’esistenza piena anche attraverso le discipline sportive.

In questi giorni sono iniziati alla Baldesio, grazie alla collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Cremona e alla disponibilità di alcuni insegnanti, gli incontri di full immersion con una cinquantina di studenti degli Istituti Superiori per approfondire la conoscenza sulla disabilità e le regole del tennis in carrozzina, affinché i ragazzi possano essere pronti a svolgere al meglio i ruoli di volontariato che verranno loro assegnati.

Nel tennis, a differenza di quasi tutti gli altri sport per disabili, si distinguono solo due categorie: la categoria Open, in cui possono gareggiare tutti coloro che posseggono una disabilità agli arti inferiori (al suo interno si divide in maschile e femminile), e la categoria Quad, riservata a coloro che oltre a possedere una disabilità agli arti inferiori ne posseggono anche agli arti superiori.

Per quanto riguarda le regole, l’unica differenza con il tennis dei normodotati è la possibilità di colpire la palla anche al secondo rimbalzo, mentre per tutto il resto non esistono differenze di sorta.

Il tennis in carrozzina è uno degli sport in più sensibile espansione e sui quali il Comitato Paralimpico investe molto, sia per la spettacolarità del gioco che per il numero di praticanti. Ciò, si spera, porterà in futuro anche un miglioramento della situazione per quanto riguarda gli impianti.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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