Abile fabbro ferraio, orologiaio di nomea universale, ingegnere idraulico geniale, matematico di corte e inventore acclamato, Janello Torriani conobbe già in vita una fama che andava ben oltre le mura della propria città.

La sua fama si estese oltralpe, in terra germanica, in Brabante e nei regni iberici. Tra le sue invenzioni più famose vi furono la prima machina utensile per tagliare ingranaggi, il giunto cardanico, il primo orologio planetario a molla (vent’anni di progettazione e 1800 componenti meccaniche), la prima macchina ciclopica della storia, costruita a Toledo, la quale elevava acqua per cento metri di altezza lungo un percorso di trecento, ed i primi mulini portatili a molla.

La mostra in corso al museo del violino mette per la prima volta in luce l’importanza che i mulini cremonesi ebbero nella formazione di questo geniale concittadino: pochi sanno che il padre di Janello, tale Gherardo, possedeva la metà di un mulino natante sul Po, e che aveva preso in affittato un altro mulino sulla Ciria.

Anche il maestro di matematica e astrologia del Torriani, il medico Giorgio Fondulo, possedeva
un mulino sul fiume Oglio.

La Cremona rinascimentale fu un luogo floridissimo per l’impiego di mulini sia terragni che natanti. Sicuramente questo ambiente ebbe un notevole impatto sulla formazione tecnica del Torriani.

E proprio questa esperienza lo portò a trovare a Toledo l’impiego più ottimale dei mulini già esistenti in situ per dare acqua ed energia cinetica alla sua grande macchina.

Nella micromeccanica egli riuscì a sviluppare per il Re di Spagna un prototipo di piccolissimi mulini automatici in ferro a molla per macinare granaglie, come scrisse il suo amico Ambrosio de Morales, storiografo di corte di Filippo II di Spagna: “Inoltre, Janello inventó un mulino di ferro tanto piccolo che si potrebbe nascondere in una manica, ed esso macina più di due misure di grano al giorno,
muovendosi automaticamente, senza che alcuno lo azioni. Questo mulino possiede un’altra grandissima qualità, quella di separare la farina dalle scorie, così che la farina ben depurata cade in un sacco, e lo scarto in un altro. Questa invenzione potrebbe essere molto utile per un esercito, o per una città sotto assedio, o per la navigazione, dato che si tratta di un mulino automatico.”

Una serie di mulini portatili in ferro di Janello, si trovavano ancora vent’anni dopo la sua morte nelle
collezioni reali del palazzo reale di Madrid, ma la loro unicità impedì probabilmente agli Asburgo di
renderne pubblico il funzionamento, in modo da mantenere intatta la loro eccezionalità, e con essa
il prestigio dei loro possessori.

Questa segretezza fu applicata anche alle altre grandi invenzioni del Torriani, che solo la corona di Spagna poteva vantarsi di possedere. Questa mostra svela finalmente la meravigliosa natura di queste invenzioni.