di Simone Caliari

Partiamo subito col precisare che il significato di “mate” in questo splendido e affascinante paese non ha nulla a che vedere con la nostra espressione dialettale bresciana: niente donne poco normali quindi, ma parola di origine spagnola che indica un infuso di erbe, simile ad un tè amaro.

“Bere il mate” in Argentina è una vera e propria simbologia nazionale, di amicizia e comunione: durante i nostri lunghi trasferimenti all’interno del paese, mentre dall’osservatorio privilegiato di un finestrino osservavo rapito le praterie della Pampa, ci si fermava nelle aree di sosta per permettere agli autisti di fare il pieno di…acqua calda!

Propio così, thermos alla mano, gli argentini in fila davanti a dei distributori di acqua calda accanto alle pompe di benzina, necessaria per preparare il mate, infuso nazionale che si beve in compagnia, infatti è usanza dire “chi non beve mate in compagnia…”ecc ecc., come in Italia insomma.

Confesso che ho dovuto assaggiarlo, da curioso (e quasi sommelier) quale sono: mi riservo di descriverne come merita accuratamente le caratteristiche gustative in un’altra occasione.

La pampa è dimora di un altro simbolo Argentino, il “Gaucho”, romantico cavaliere degli sconfinati orizzonti della Pampa: ne ho visti pochi di gauchos, per la verità due soli e quello che ho visto bene da vicino si aggirava spaesato tra enormi macchine agricole all’interno di Expoagro, immensa fiera agricola (qui dicono la più grande del mondo) che abbiamo visitato e che mi ha impressionato per dimensioni e macchinari esposti, manifestazione che ci ha fatto intravedere un Argentina agricola con enormi potenzialità, altro che gauchos a caccia di bovini selvatici…