Tempo di lettura: 2 minuti

Sarnico, Bergamo. Esiste un collegamento tra terra e cielo, tra la materialità e la spiritualità, tra il concreto e l’astratto,  tra l’impellenza del quotidiano e l’eterno infinito. Questo collegamento è l’uomo. È da pochi ma radicati concetti legati alla natura, alla terra, all’acqua, al tempo che Alessandra Aita da vita alle sue opere. Una mostra:” Tra terra e cielo“, realizzata in collaborazione con il Comune di Sarnico, la Fondazione del castello di Padernello, e sostenuta da Cogeme, apre presso il centro Culturale SEBINIA, in via V. Veneto a Sarnico (BG) dal 24 giugno al 5 luglio.

Nello spazio tra terra e cielo ci siamo noi, tutti noi, legati ad un presente fatto di urgenze e necessità, ma in grado di aspirare con la ragione, e con il cuore, al migliore futuro possibile. Se il nostro orizzonte fisico è limitato, quello della mente è immenso e si espande di più alla ricerca del “meglio”, in un percorso progressivo che ci distingue dagli altri esseri viventi.

Legati alla terra, dove sono le nostre radici, proprio come gli alberi (citati non a caso), popoliamo questo mondo. Nel tempo la nostra crescita ci porta a guardare in alto, allargando così il nostro sguardo e più lo facciamo, più comprendiamo l’importanza della nostra esistenza e le nostre illimitate possibilità. Immersi nella natura, di cui siamo parte, condividiamo la vita con gli altri esseri: da questa consapevolezza di rispetto e unione traiamo energia e gioia. Il nostro respiro però anela all’infinito e alimenta emozioni e pensieri sconfinati che ci danno l’ebrezza di essere eterni, così cresciamo aspirando a grandi cose a un amore incommensurabile che siamo capaci di dare e ricevere e dal quale nasce la vita.

Così le figure di Alessandra Aita hanno origine dalla natura e si compongono di ciò che essa offre. Da frammenti di legno che l’artista raccoglie lungo i greti del fiume, sopravvissuti alle intemperie e alle forze dell’acqua, levigati e consunti, e proprio per questo pieni di dignità e bellezza, prendono forma esseri umani che indagano la loro esistenza. Sono donne e uomini che si pongono di fronte alla realtà in modo umile (come è d’altronde la materia che li compone) e si interrogano sulla condizione attuale, su ciò che chiamano felicità, su ciò che è giusto, su ciò che è il bene. Hanno origine dalla terra (la struttura è data dalla somma di questi legnetti lasciati come sono stati trovati) , ma comunicano l’infinito del loro sentire.

Queste sculture non temono un confronto con la realtà ed esprimono un messaggio, un dubbio, una riflessione che dimostra la capacità dell’uomo di riflettere su se stesso e sul suo comportamento.  Toccano tematiche importanti: il rapporto e l’empatia tra gli uomini, la sostenibilità, la qualità della vita, il rispetto per l’ambiente, l’utilizzo della tecnologia, la grandezza dell’amore e del dolore. Una cosa le unisce, il fatto di essere tutte nate dalla terra e di guardare al cielo e per questo in loro ci rispecchiamo.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome