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Mantova. La musica da camera torna regina nella città dei Gonzaga, oltre 350 musicisti da tutto il mondo a dar vita a 200 tra concerti, incontri e percorsi in “Trame Sonore” il Mantova Chamber Music Festival, dal 29 maggio al 2 giugno.

Il Mantova Chamber Music Festival è molto più di un festival musicale. Percorsi tematici di visita, itinerari culturali e workshop s’intrecciano ai concerti di una manifestazione internazionale che vuole essere un omaggio alla musica da camera: nei giorni del Festival, la città si offre ai visitatori in una prospettiva inedita d’incontro tra musica, arte e architettura.

Un connubio tra eccellenze artistiche suggerendo un’innovativa modalità di fruizione della città, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, capace di interessare un pubblico vasto e variegato. I capolavori musicali d’ogni tempo entrano in dialogo con l’arte di Giulio Romano, Andrea Mantegna, Domenico Fetti, Pisanello e Rubens.

Qui, gli appassionati di musica Classica ritrovano una dimensione d’ascolto più autentica: recuperando lo spirito originario del fare e fruire la musica da camera, i concerti, affidati a eccellenti musicisti, trovano ambientazione in sale che per struttura, dimensioni e acustica richiamano i luoghi d’elezione per i quali quella musica veniva ideata e composta. Il Festival rappresenta un’occasione ideale per chi desideri riscoprire una città simbolo del Rinascimento, in prospettiva originale, attraverso una full immersion nel Bello, declinato nelle sue più alte espressioni.

Numerose e variegate, come ogni anno, le modalità di partecipazione a “Trame Sonore 2019”, che vedono l’introduzione di alcune rilevanti novità, studiate per rispondere in modo sempre più puntuale ed efficace alle esigenze del pubblico del Mantova Chamber Music Festival.

Una grande percentuale dei musicisti ospiti si compone di giovani under 30. Non a caso uno dei due focus 2019 è dedicato a Leopold Mozart, di cui ricorrono i 300 anni della nascita; un Leopold inteso come testimonial dell’educazione musicale al centro di un percorso che mette in evidenza la complessità dell’opera di trasmissione di un sapere stratificato e complesso quale è quello musicale, chiamando in causa allievi e maestri, ma anche realtà musicali d’alta formazione.

A Palazzo Ducale, Teatro Bibiena, Palazzo Te, Rotonda di San Lorenzo, Palazzo D’Arco, Basilica di Santa Barbara, Palazzo Castiglioni, piazza Alberti, piazza Erbe, al cui centro campeggerà la maxi tenda con info-point, bookshop e spazio incontri del Festival, Galleria Corraini, Centro culturale “Baratta” e una fitta rete di salotti e cortili di case private da scoprire grazie a mirati percorsi di visita e ascolto, quali luoghi del Festival si aggiungeranno quest’anno il ritrovato, dopo i restauri, Palazzo della Ragione, in concomitanza e sinergia con la mostra “Braque vis-à-vis”.

Il programma.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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