Cremona. Domenica 19 giugno, fiume Po, sono partiti di buon mattino, la prua verso oriente, verso Venezia. Una lunga e faticosa remata da Cremona, ma non abbastanza per piegare la tenacia di una squadra di canottaggio composta da giovani con disabilità partiti per realizzare un sogno.IMG_0830

Osare, lanciare il cuore oltre l’ostacolo, seguire i propri sogni. Ecco lo spirito con cui alcuni giovani con disabilità di Cremona stanno affrontando un’impresa epica: la traversata del Po da Cremona a Venezia. Un sogno che riempirà i loro cuori di fiducia in se stessi e che sarà la dimostrazione che con l’aiuto della comunità, i sogni si posso realizzare. Sostenuti dall’associazione FareLegami che si è subito affiancata all’impresa, insieme al sostegno della Compagnia delle Griglie e della ASD Atletica-Mente AICS.

Sette tappe, sette giornate ai remi, per coprire la via d’acqua che porta alla città d’oriente: Venezia è lontana a colpi di remo. Dinnanzi c’é una lunga via d’acqua che scorre sul grande fiume Po sino al delta e prima della laguna un braccio di mare da risalire verso nord. Coordinate di un’avventura dove la fatica è sicura, ma l’avventura è di quelle che rimangono dentro per sempre.IMG_0827

Ora il ragazzi sono immersi nel mondo del fiume: acqua , terra, cielo, e quel senso di irrequietudine del continuo movimento  di energia inarrestabile che solo il fiume sa raccontare.

E’ là oltre il grande fiume e il mare Venezia, più lontana di tutte le altre città, arrivarci e diverso. Diverso dal Tevere che arriva a Roma immortale, diverso dall’Arno che taglia Firenze; Venezia è più lontana, Venezia è “l’oriente”. Perché’ oltre l’acqua bassa e opaca di salsedine della laguna c’è il mito di Marco Polo quint’essenza del viandante, c’è l’oriente e prima delle rotte asiatiche della seta i Balcani dei monti naviganti e degli uomini inquieti, c’è la terra agitata come i marosi d’un mare in tempesta.

A Venezia la clessidra finisce la sabbia e il tempo perde la definizione, a terra rimangono i turisti che danno il grano ai piccioni di piazza San Marco, ma a mezz’aria c’è la Venezia eterna e immortale.

I naviganti hanno una buona preparazione tecnica e atletica, quanto basta per garantire la sicurezza, poi per affrontare un lungo viaggio dove il motore è il tuo corpo. Poi basta una semplice decisione: partire, e l’animo si dilata nella felicità d’un nuovo rapporto col mondo.IMG_0826

– Vogliamo raccontare una storia, un esempio di riscatto sociale che ci ha insegnato come è possibile creare un reale cambiamento a partire dalle relazioni, dai legami che tengono unita la nostra comunità. – raccontano gli organizzatori che hanno affiancato i ragazzi

– La storia di Michele, un ragazzo non vedente di Cremona: dopo una vita passata nel buio riesce ad uscire dall’ombra della sua condizione di disabilità grazie al canottaggio. Nel nostro territorio cremonese, sono tanti i ragazzi e le ragazze, con differenti disabilità, che attraverso lo sport stanno acquistando fiducia in loro stessi e imparano a superare le barriere sociali. Alcuni di loro di sono allenati duramente presso la Canottieri Flora di Cremona e oggi vogliono realizzare la traversata del grande fiume Po da Cremona a Venezia! –

Ecco le tappe:

19 giugno: Cremona – BorettoIMG_0829

20 giugno: Boretto – Revere

21 giugno: Revere – Occhiobello

22 giugno: Occhiobello – Porto Viro

23 giugno: Porto Viro – Chioggia

24 giugno: Chioggia – Lido di Venezia

25 giugno: Lido di Venezia – Venezia

– Siamo sicuri che questa impresa sarà fondamentale per la vita dei nostri ragazzi e rappresenterà un esempio importante per tutte quelle persone che vogliono ritrovare fiducia in se stessi – affermano i volontari dell’associazione Fare Legami. L’impresa sarà inoltre un possibile passo per l’avvio delle attività del progetto FareLegami presso le società Canottieri di Cremona, luoghi dove è possibile costruire percorsi di integrazione sociale e conciliazione vita-lavoro, temi cari al progetto FareLegami.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.