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Val Trompia, Brescia. “La montagna è il libro di Dio e il minatore vi legge dentro con la lampada” Una scritta tracciata con il fumo della lampada acetilene, lo scorso secolo, in uno dei cunicoli della miniera S. Aloisio, la miniera di siderite, il ferro della Val Trompia.

Chiusa definitivamente nel 1984, rischiava di divenire un rudere dimenticato. Una intelligente riqualificazione a scopo turistico e culturale ha dato una nuova vita al complesso, divenendo un museo attivo in cui i visitatori divengono i protagonisti. Dopo l’apertura della “miniera avventura”, una combinazione tra adrenalina e un modo alternativo per visitare il complesso minerario di S. Aloisio.

Con un percorso funambolesco, con passaggi aerei  spettacolari, attrezzati con corde tese, ponti tibetani, passerelle e voli acrobatici sospesi su carrucole, per librarsi sopra uno straordinario complesso di archeologia industriale, il tutto in completa sicurezza. Dalla primavera di quest’anno è stato aperto il nuovo “trekking in miniera”.

Seguente la messa in sicurezza di una parte del secolare labirinto minerario, con il contributo di Cassa Padana, il percorso, che si snoda per circa due chilometri e mezzo nelle antiche gallerie, consente l’esplorazione a piedi della miniera accompagnati dalle guide esperte e preparate di Ski-Mine.

Per i  partecipanti la visita inizia subito dopo aver parcheggiato e attraversato il ponte sul fiume Mella, sotto l’imponente sagoma rossa della miniera S. Aloisio. Salendo le scale per la biglietteria e l’accoglienza visitatori, gli slarghi, un tempo magazzini, sono ora allestiti con macchinari e attrezzature minerarie originali accompagnati da pannelli fotografici e illustrativi. Per poi passare, nei piani superiori, ad un piccolo museo che raccoglie le attrezzature usate nei vari secoli di attività estrattiva dai minatori.

Finita la visita alla parte museale, equipaggiati con lampade, caschi e mantelle, si parte per il trekking minerario. Un’ora e mezza di cammino in un dedalo sotterraneo, buio, dal silenzio assoluto rotto solo dall’acqua, dal tintinnio delle gocce o dal gorgogliare del torrente che scorre ai lati dei binari per i carrelli, usati e spinti un tempo dalle donne per portar fuori il minerale. Un fascino originario e reale, poiché nulla è stato artefatto, se non la messa in sicurezza del percorso. Una vera e propria immersione nel mondo cavernoso che racconta secoli di lavoro, di fatica dei minatori valtriumplini.

Accompagnati dalla guida che racconta, cammin facendo, la storia delle miniere, della geologia e della vita in miniera, si vive un’esperienza particolare in uno scenario inconsueto, ammaliante ed a volte inquietante. Fatto di gallerie sovrapposte, dove i minatori coltivavano i “medoli”, ossia seguivano il filone di siderite, con un lavoro che ripercorreva schemi secolari. Faticoso, difficile, pericoloso, ma una occupazione che ha consentito ai valligiani valtriumplini di sopravvivere alle miserie della vita contadina in montagna. Un lavoro che non li obbligava ad emigrare.

Ricorda  Cesare Piardi, uno degli ultimi minatori della S. Aloisio, con i polmoni miracolosamente graziati dalla silicosi:Oggi parlare di miniera e di minatori è sinonimo di lavoro duro, usurante, ma ai miei tempi per essere assunto dovevi essere raccomandato dal sindaco o dal parroco. Duro e usurante lo era anche allora, ma ricordo che mia madre, quando da ragazzo andai in miniera, smise di piangere perché non sapeva cosa mettere nel piatto a mezzogiorno a noi figlioli”.

Il trekking minerario sale e scende attraverso gli originali passaggi usati dai minatori tra i vari livelli della miniera, che aggiungono un pizzico d’avventura alla camminata. Il percorso si sviluppa nei vecchi cantieri di coltivazione del minerale, dove sono ancora visibili i macchinari e le attrezzature lasciate in loco dagli ultimi minatori usciti dalle gallerie nel 1984.

Il trekking riserva anche bellissimi scenari sulla formazione di concrezioni stalattitiche che nel corso dei secoli l’acqua filtrante nella roccia sta iniziando a formare, con una varietà di colori che vanno dal candido calcare al rosso ruggine del ferro. Come la tappa alla cosiddetta “cappella delle limoniti” con il variegato colore delle concrezioni.

Il trekking minerario e la miniera avventura sono oggi due appassionanti proposte esplorative e avvincenti per conoscere quella che fu la più estesa concessione mineraria della Val Trompia, la miniera S. Aliosio,  da dove iniziava la colonna vertebrale dell’economia bresciana del ferro.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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