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Nepal. Trema il tetto del Mondo! Si susseguono notizie frammentarie che parlano di migliaia di morti, il numero delle vittime continua a salire e la terra continua a tremare, dalla grande valle al confine con l’India sino alla cima del Sagarmatha, nome nepalese del monte Everest.

Quanto dolore ha colpito il popolo caparbio dell’Himalaya non lo sapremo mai, un paese dove si viaggia a piedi, i villaggi distano giorni di cammino dalle poche arterie stradali che collegano le città. Un dolore che oggi getta nello sgomento il mio animo e nei miei occhi si rincorrono le immagini di quei luoghi, dei visi delle genti delle grandi montagne, dove ho vissuto emozioni ed avventure estreme.

In queste ore drammatiche il mio pensiero va agli amici nepalesi, alla famiglia di Pancha Bahadur Ghale, lo Sherpa che conobbi nel mio primo viaggio in Nepal. La nostra amicizia crebbe nelle tante volte che ho camminato nelle terre himalayane, sino alle sue nozze e alla nascita dei sui figli. In queste ore drammatiche non riesco a contattarlo.

Le immagini possono rendere omaggio ad un popolo dall’animo grande e generoso come le sue montagne. Possono descrivere una cultura, che nonostante la povertà, ha saputo crescere per dichiarare al Mondo l’animo tenace e allo stesso tempo di grande pace e armonia, una fede profonda con la Terra e i suoi elementi, della gente dell’Himalaya.

Il Nepal rievoca nella fantasia del viaggiatore un immenso luogo favoloso, dove gli orizzonti sembrano non finire mai, sovrastato dalla catena montuosa dell’Himalaya con cime che bucano le nuvole, dove il tempo vive un’immutabilità spirituale e il vento corre dall’altipiano di Kathmandu, la leggendaria capitale del regno delle grandi montagne, cavalca le vette imponenti e s’adagia sulla terra tibetana riarsa e arida colore dell’ocra.

Una  terra ove per secoli è vissuta e fiorita la cultura del popolo, celata al mondo e chiusa dalle montagne in un millenario isolamento. Tanto di quel patrimonio dell’umanità è perso per sempre.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.