Tempo di lettura: 4 minuti

E’ stato pubblicato in questi giorni da Legambiente il “Rapporto Pendolaria del 2014” cioè la situazione dei treni in Italia, il Belpaese che si prepara a ricevere milioni di turisti per EXPO. Non è un rapportino da nulla o la solita paginetta di ambientalisti tediosi, ma un trattato di 108 pagine che traccia una situazione nazionale dei treni e dei suoi pendolari.legambiente pendolaria

Un’Italia a due velocità, la chiama Legambiente, denunciando la fatiscenza e l’inadeguatezza del trasporto pendolare su treno. Sempre meno treni, con carrozze vecchie e sovraffollate, o in ritardo, o soppressi all’ultimo: frutto dei tagli sistematici nel servizio ferroviario regionale che, dal 2010 ad oggi, si possono stimare pari al 6,5%, mentre parallelamente e inspiegabilmente le tariffe aumentano.

Nella Bassa Lombardia (cioè noi)  che si sta preparando per l’esposizione internazionale ha certe situazioni da terzo mondo, ma senza leggere il rapporto di Pendolaria basta viaggiare qualche volta sulle linee Brescia-Cremona, Cremona-Piacenza o la Mantova-Milano per accreditare il rapporto di Legambiente. La Cremona-Piacenza, ad esempio, si è aggiudicata in 10 posto nella classifica delle peggiori.

Ma sentite cosa dice il “Rapporto Pendolaria”, oltre alla già citata linea in classifica Cremona-Piacenza, delle altre rotaie che ci riguardano:
La linea Milano-Codogno-Cremona-Mantova è una delle peggiori della Lombardia. Si tratta di 151 km, di cui 60 a doppio binario e 91 a semplice binario. La linea collega i due capoluoghi di provincia della bassa Lombardia. Questa tratta che conta oltre 10 mila pendolari giornalieri collega le due città a Milano conIMG_4554 pochissimi treni diretti giornalieri, quasi sempre in ritardo. I treni sono spesso sporchi e sovraffollati. Da Mantova per Milano i tempi di percorrenza sono di 2 ore e 10 minuti, mentre da Cremona i tempi sono di un’ ora e 10 minuti, come 40 anni fa.

Il materiale rotabile utilizzato è tra i più vecchi in circolazione una delle principali cause dei ritardi. Ma a complicare le cose ci sono le decine di passaggi a livello, che minano le sicurezza di circolazione dei treni e rendono assai critica e difficoltosa la marcia degli stessi. La tratta di rete a semplice binario, tra Codogno, Cremona e Mantova, scarseggia di manutenzione, mentre l’insufficienza del numero di carrozze riduce notevolmente la capacità dei posti, lasciando molti passeggeri in piedi al freddo d’inverno e al caldo torrido d’estate. Mantova e Cremona non sono collegate bene neppure la prima con Verona e la seconda con Brescia e Piacenza, altre città di riferimento per i pendolari. Le linee della Bassa sono una potenzialità trascurata e mal gestita e offrono l’alibi per costruire nuove inutili lingue d’asfalto, come l’autostrada Cremona-Mantova e la Tirreno-Brennero, mettendo a rischio migliaia di ettari di suolo agricolo.

Non migliora in valle Camonica che oltre ai pendolari è bene ricordare che è  sede del parco delle Incisioni Rupestri, patrimonio mondiale UNESCO, c’è anche il lago d’Iseo, e quale occasione per il rilancio della valle se non i giorni dell’EXPO!stazione

Ecco invece cosa racconta il rapporto. Una vicenda particolarmente negativa, perché sembrava poter aprire nuove possibilità per i pendolari, è quella della linea Iseo-Rovato. Nel Giugno del 2010 questa tratta di 12 km è stata riaperta al traffico passeggeri dopo una chiusura di 50 anni. Le potenzialità di rappresentare una valida alternativa al trasporto su gomma sembravano eccezionali potendo contare su una grande quantità di studenti pendolari della zona come bacino di utenza, ma puntando anche sulla valorizzazione turistica dei luoghi attraversati dalla nuova linea.pendolaria

Purtroppo alla riapertura non è stata affiancata una corretta gestione della tratta, con 9 coppie di treni presenti e tutti con cambi obbligati il che non permette alla linea di attirare un numero consistente di viaggiatori. Anche le coincidenze per Milano, almeno a Rovato, scoraggiano l’uso della tratta con punte di attesa vicine ai 50 minuti. Si rende a questo punto necessaria ed urgente una seria riprogrammazione del servizio con più corse dirette e coincidenze di 10 minuti con i treni per Milano; inoltre ancora oggi nessuno sa dove acquistare i biglietti (anche se è possibile farli direttamente avvertendo il personale di bordo). Vi sono troppi vistosi buchi di orario tra un treno e l’altro. Per esempio in partenza da Rovato dalle 9 del mattino fino alle 13 non ci sono più treni per Iseo. Non solo ma alcune di queste corse prevedono l’interscambio a Bornato una estenuante attesa del treno con tempi di viaggio complessivi di oltre un’ora per fare solamente 14 km. Insomma il treno con questo tipo di gestione non riesce ad andare incontro alle esigenze né dei pendolari né dei turisti.

Nello specifico è poi fondamentale investire sulla linea Rovato-Paratico, proseguimento della Iseo-Rovato, in modo da poter valorizzare appieno tutto il tracciato ed il territorio attraversato, spostando dalla gomma al ferro una notevole quantità di pendolari. Al tempo stesso per incentivare l’uso di questa linea andrebbero soppresse le corse parallele effettuate dagli autobus, mentre andrebbero inseriti nuovi orari festivi per rilanciare il turismo ma soprattutto è indispensabile pensare ad un sistema di emissione dei biglietti integrato con gli autobus urbani.

Il resto nelle 108 pagine di Pendolaria a cura di Legambiente.

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *