Un vero e proprio braccio di ferro tra Trenord e i ciclisti e i rider, sostenuti dalla varie associazione, con la Fiab in prima linea. “Ma si sa, Trenord negli anni non si è di certo distinta per affidabilità ed efficienza e così, puntuale come il weekend, sono tornati i disagi.” Asserisce Bikeitalia in un articolo apparso in questi giorni.

Ci mancava la pandemia da covid19 a peggiorare la situazione, Trenord aveva emesso un comunicato che sospendeva di fatto il trasporto delle biciclette (sospensione del servizio a partire dal 3 giugno), provvedimento che ha sollevato le proteste dei ciclisti e della associazioni.

La Fiab ha scritto una lettera il 17 giugno scorso indirizzata a Regione Lombardia, Trenord e al sindaco di Milano Giuseppe Sala, in risposta alla decisione di Trenord di bloccare l’intermodalità su tutti i treni. Per chiedere un cambiamento rapido, di buon senso e che vada a beneficio di tutti la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta suggerisce cinque proposte per migliorare il servizio senza penalizzare nessuno.

Ora sembra che Trenord abbia fatto marcia indietro, e dal 27 giugno treno + bici sia tornato in servizio. Ma, ed è capitato anche a chi scrive, che il trasporto della bicicletta sia a “gentile concessione del capotreno” e con il timore che, con il cambio del responsabile di bordo nel momento del trasporto il permesso venga negato.Treno + bici è un matrimonio difficile, mentre dovrebbe fare la differenza. “Bastano alcune segnalazioni che ci vengono periodicamente trasmesse, a cui si aggiungono nostre esperienze personali, per farci capire che la somma treno+bici non dà ancora il totale auspicato anni or sono, quando finalmente venne sottoscritto l’accordo tra le parti per far viaggiare le bici gratis sui treni. Forse un piccolo giro di pedali per i ciclisti ma, a ben guardare, nessun grande passo per la mobilità ciclistica, specie cicloturistica. Diverse le questioni rimaste al palo.” Lamenta Giancarlo Odoardi Coordinatore interregionale FIAB.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.