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Pescarolo (Cr) – Chi di voi non ha mai pensato almeno una volta: “Come sarebbe stato se avessi imparato bene l’inglese da piccolo…”. E la domanda è giustissima, perché nei bambini il cervello è maggiormente elastico e consente un apprendimento più veloce e più semplice; inoltre, i bambini hanno una maggiore facilità ad imitare suoni e intonazioni diversi dalla propria lingua, a differenza degli adulti che per quanto possano raggiungere un buon livello di scioltezza nella lingua parlata, avranno sempre un accento dissimile da quello originale.

Ormai sapere parlare correttamente la lingua inglese è diventata una necessità – nel mondo del lavoro, ma anche nella quotidianità – non è più solamente un arricchimento culturale. Iniziare quindi l’apprendimento della lingua nell’infanzia rappresenta un vantaggio e una grossa opportunità.

Con questa consapevolezza, Cassa Padana e Fondazione Dominato Leonense stanno promuovendo corsi di avvicinamento all’inglese a Vescovato e a Pescarolo, con la collaborazione delle municipalità locali e dell’Istituto Comprensivo Ugo Foscolo di Vescovato.

A condurre i corsi è Fausta Vacchelli, per la quale l’inglese è diventato di casa: “Ho frequentato il Liceo linguistico più laurea in lingue e letterature straniere, nel frattempo qualche esperienza all’estero (Londra come ragazza alla pari e corsi estivi di lingua in Francia)… la solita musica, poi FLASH!!! folgorata sulla via di Damasco (qui Dublino) grazie ad un cognato irlandese! Ecco allora le note dell’inglese parlato, l’incontro tra due culture, l’uso quotidiano della lingua, il cibo e le espressioni di tutti i giorni: l’inglese a portata di mano, “my Irish next-door neighbour” (il mio vicino di casa irlandese), due nipotini bilingue…..fantastic, tutta un’altra musica!! Vedere con i propri occhi con quale naturalezza un bambino di tre anni possa scivolare da una lingua all’altra è fantastico. E da qui, quasi per gioco, iniziare a “lavorare” giocando con i bambini in inglese su un progetto di volontariato presso la scuola materna, senza prendersi troppo sul serio. Ecco, credo sia tutto qui: mettersi sempre in gioco e coltivare la lingua come un hobby… la ricetta è tutta qua! (perlomeno la mia)”.

Nell’esperienza che hai avuto, come reagiscono i bambini quando si avvicinano per la prima volta alla lingua?
E’ bello osservare come passino dallo stupore per una lingua diversa dalla loro all’interesse divertito per suoni che non comprendono così, dopo un inizio di titubanza, vedo i bambini ripetere parole nuove e buffe per loro con interesse ed entusiasmo.
Hai potuto notare effetti positivi nei bambini che hanno studiato inglese nell’infanzia?
L’esposizione alla lingua è molto importante per i bambini come prima esperienza nell’approccio ad ogni lingua straniera, abituare l’orecchio a nuovi suoni è determinante e serve a creare le basi e l’interesse per uno studio futuro della lingua.

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Daniela Iazzi
Cremonese di origine, studentessa a Milano e residente a Fidenza. Frequenta la Bocconi e si specializza in Arte, cultura e comunicazione. Lavora dal 2005 presso la Fondazione Dominato Leonense di Leno, dove promuove la storia del Monastero benedettino “Ad Leones” e attività di promozione del territorio.

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