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Castiglione delle Stiviere, Mantova. Se una storia si può raccontare da più punti di vista, “Tutti abbiamo sangue rosso” sceglie il punto di vista dei richiedenti asilo, un punto di vista che interpella il nostro.

“Tutti abbiamo sangue rosso” è una drammatizzazione autobiografica, ideata e interpretata da 14 richiedenti asilo, a seguito di un laboratorio etnografico narrativo promosso dalla Cooperativa Kemay, in scena al Supercinema di Castiglione sabato 10 marzo alle ore 21, ingresso libero.

È ripercorrere le odissee dei protagonisti, è raccontare qualcosa di difficile narrazione, è rivivere i traumi della separazione, del viaggio, della solitudine è dar voce all’indicibile è dar vita a un percorso faticoso, intenso e liberatorio di recupero di memorie dolorose è correre il rischio dell’incontro è aprire sentieri di futuro. È…

“Quando abbiamo iniziato il laboratorio teatrale non sapevamo dove questa esperienza ci avrebbe portato – raccontano gli ideatori del laboratorio teatrale – Abbiamo iniziato a maggio 2017, incontrando i ragazzi che volontariamente hanno risposto alla nostra proposta. Volevamo creare qualcosa che parlasse di loro, ma volevamo anche dare loro lo spazio necessario perché buttassero fuori i pesi che si portano dentro.

Tutti abbiamo sangue rosso è opera loro: prende le mosse dalle loro narrazioni, dagli intrecci che hanno immaginato tra un ricordo e l’altro, da foto, video e musiche che hanno suggerito e interpretato”. Se una storia si può raccontare da più punti di vista, Tutti abbiamo sangue rosso sceglie il punto di vista dei richiedenti asilo, un punto di vista che interpella il nostro.

Il suo nome è Kemay, ha forse cinque anni, due grandi occhi marroni e una nuvola di capelli al vento. Le piacciono le barchette di carta! Kemay è il nome della prima bambina accolta, un nome, e un’accoglienza, che lascia il segno: “come me stesso” è il suo significato.

Di lì a pochi mesi Kemay è il nome che viene dato alla Cooperativa che, nell’ambito di Caritas Diocesana Brescia, accompagna l’attivazione e la gestione di forme di accoglienza diffusa e di processi di integrazione per i richiedenti asilo nelle comunità parrocchiali.

 

 

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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