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Brescia. Se una storia si può raccontare da più punti di vista, Tutti abbiamo sangue rosso sceglie il punto di vista dei richiedenti asilo, un punto di vista che interpella il nostro, ancor più in questo momento storico.In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 giugno e nell’ambito di Share the Journey, la campagna di sensibilizzazione lanciata da Caritas Internationalis per promuovere una cultura dell’incontro, Caritas Diocesana di Brescia e Cooperativa Kemay, propongono Tutti abbiamo sangue rosso, mercoledì 20 giugno alle ore 20:45 presso il Teatro Santa Giulia in via Quinta, 5 del Villaggio Prealpino. All’incontro presenzierà anche il Vescovo di Brescia, Mons. S.E. Pierantonio Tremolada.

Tutti abbiamo sangue rosso, nella forma della drammatizzazione teatrale, è una storia corale in cui dolore e speranza si mescolano, passato e presente si intrecciano, in un susseguirsi di immagini, musica e parole. Protagonisti sono richiedenti asilo che durante un laboratorio etno biografico narrativo, curato dalla cooperativa Kemay, hanno provato a dar voce all’indicibile e a risignificare, non senza fatica, la loro esperienza.

Drammatizzazione autobiografica, ideata e interpretata da 14 richiedenti asilo ripercorrere le odissee dei protagonisti, racconta qualcosa di difficile narrazione, rivive i traumi della separazione, del viaggio, della solitudine. Da voce all’indicibile e alla vita in un percorso faticoso, intenso e liberatorio di recupero di memorie dolorose, per correre il rischio dell’incontro e aprire sentieri di futuro.

Così il Cardinal Tagle afferma rispetto all’importanza di ascoltare le storie dei richiedenti asilo: “C’è così tanta paura nel nostro mondo oggi, specialmente paura degli stranieri, dei migranti, dei rifugiati, delle persone che sono diverse da noi. La paura talvolta non è basata su persone reali, abbiamo paura quando sentiamo le statistiche: 2 milioni… 65 milioni di rifugiati… A volte abbiamo paura ma non abbiamo mai incontrato un singolo migrante o un singolo rifugiato. Perciò, “condividiamo il viaggio” comincia da questo. Io ascolto la tua storia, incontro una persona, ascolto la tua storia, e ascoltandoti, guardandoti, inizio a realizzare che potrebbe essere la mia storia. Non è la storia di un’altra persona, è anche la mia storia perché tutti siamo migranti in questo mondo. La sofferenza dei migranti… anch’io ho la mia sofferenza. Allora non vedrò più uno straniero, vedrò un fratello, una sorella, un prossimo…. E condividiamo il viaggio”

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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