Brescia. Consegnata durante la conferenza stampa di venerdì 21 settembre 2013 a Brescia l’ultima cagnolina beagle con i suoi sei cuccioli provenienti da Green Hill, l’allevamento di animali per la vivisezione di Montichiari, in provincia di Brescia, posto sotto sequestro probatorio dal tribunale di Brescia il 18 luglio scorso.IMG_1094

Un’altra mamma beagle e i suoi due cuccioli erano stati affidati giovedì 20 settembre a Roma dalla LAV(Lega antivivisezione italiana), alla presenza del Presidente del Senato Renato Schifani. Un forte impegno contro la vivisezione è stato espresso proprio dalla seconda carica dello Stato: «Ci auguriamo che la sperimentazione sugli animali cessi al più presto e che si cerchino altre vie», ha detto il presidente Schifani che, in merito all’approvazione della Legge Comunitaria, ha poi aggiunto «farò di tutto affinché le forze politiche arrivino a un accordo».

I tre cani, trasferiti da Montichiari alla Capitale grazie ad un’ambulanza dell’ENPA, rappresentano tutti gli animali usati per la sperimentazione animale. Hanno idealmente consegnato il nuovo appello della Federazione Italiana Diritti Animali e Ambiente ai Gruppi parlamentari del Senato affinché votino SÌ all’articolo 14 della Legge Comunitaria 2011 che, fra l’altro, impedirà definitivamente l’allevamento di questi animali per gli esperimenti. Battaglia parlamentare condotta in particolare dalla senatrice Silvana Amati, Pd e dalla on. Michela Vittoria Brambilla, Pdl.DSC_6156

 

Dalla doppia recinzione di Green Hill sono usciti tutti. Una consegna simbolica quella della conferenza stampa, alla presenza dei vertici di LAV e di Legambiente e dei rappresentanti della altre associazioni (presente anche l’ex ministro Michela Vittoria Brambilla) che, con il Corpo Forestale dello Stato, hanno lavorato quasi ininterrottamente dal 27 luglio al 21 settembre per dare in affido i cani dell’allevamento. Una battaglia, quella di Green Hill, partita in sordina sotto le colline moreniche bresciane, dove ha sede l’allevamento, andata man mano aumentando sino a valicare i confini nazionali, per essere elevata a emblema della lotta contro la vivisezione.

I cani andati in affido temporaneo sono stati in tutto 2369 contro le oltre 9.000 richieste arrivate alle associazioni LAV e Legambiente, nominate dal Tribunale custodi giudiziari per gestire gli affidi con il Corpo Forestale dello Stato._A2T8848

«Una riscossa storica, un lieto fine che non ha precedenti nella storia dell’antivivisezionismo » afferma Gianluca Felicetti presidente della LAV «Oggi siamo più che mai felici per aver potuto offrire una nuova vita a così tanti animali, ma prosegue senza sosta la nostra battaglia legale per la condanna e la chiusura di Green Hill, senza dimenticare tutti gli altri animali ancora usati a fini sperimentali: quasi 900 mila in Italia nei 600 stabulari ancora attivi».

Per Antonino Morabito del direttivo nazionale di Legambiente «è ora di mettere mano alla legge per spezzare l’obbligo dell’uso animale per i test di tossicità anche quando non vi è bisogno. Un abuso di sperimentazione, spesso giustificato come un “male necessario”, ma che di fatto obbliga le case farmaceutiche ai test sugli animali».

IMG_1060Da domani proseguiranno senza sosta, da parte dei custodi giudiziari, le attività di controllo dei beagle affidati e l’assistenza per fornire informazioni utili alla corretta convivenza con animali sottoposti alle deprivazioni di un allevamento per la vivisezione. Le Associazioni ricordano che il Tribunale del Riesame di Brescia, nel confermare (3 agosto 2012) il sequestro probatorio dei cani dell’allevamento ha evidenziato la sussistenza del fumus del reato di maltrattamento di animali di cui all’articolo 544 ter del Codice penale, non solo in relazione ai decessi e alle soppressioni rinvenute e documentate dalla Polizia Giudiziaria intervenuta (ovvero il NIRDA, operativo al Corpo Forestale dello Stato), ma anche e soprattutto alle modalità di detenzione degli stessi all’interno dello stabilimento, di fatto etologicamente incompatibili con le corrette modalità di allevamento e detenzione di cani di razza beagle.

 

 

 

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.