Monte Isola, Brescia. “Tutto finisce nella vita. Questa è la cosa importante dei progetti come The Floating Piers!” parola di Christo.

Era luglio. 2016. E quello che l’artista bulgaro portò in Iseo fu unico e irripetibile.
Ora che anche lui se ne è andato, come quel ponte galleggiante che vibrava di colore, noi lo vogliamo ricordare così. Con la memoria di quei giorni.

Il genio della Land Art aveva trascinato sulle acque del Sebino 1.500.000 fruitori della sua arte.

Poi, in quei primi giorni di luglio, tutto svanì. Come disse l’artista: “nessuno la potrà possedere.” The Floating Piers svanirà evanescente come un sogno. Pochi giorni e nulla restò sul lago d’Iseo.

Le lunghe passerelle galleggianti che hanno fatto camminare sull’acqua un milione e mezzo di persone vennero smantellate.

L’opera d’arte distrutta? Nient’affatto, rimarrà per sempre, irripetibile, indimenticabile nella mente di coloro che ne hanno fatto parte, è questa l’essenza, la vita dell’opera: una breve vita materiale ed una lunga vita immateriale.

Una manciata di giorni, e notti, in cui siamo stati “tutti pazzi per Christo”!

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.