Cremona. Al Museo del Violino, è custodito un patrimonio unico e prezioso: disegni, form, modelli ed attrezzi provenienti, per la maggior parte, dalla bottega di Antonio Stradivari. Dopo un lungo lavoro di ricerca coordinato dal conservatore Fausto Cacciatori  questa collezione è, per la prima volta, presentata attraverso un catalogo completo e puntuale delle opere, anche non esposte al pubblico, corredate da una accurata lettura critica e riprodotte a colori su supporto digitale.

Per almeno due secoli l’indagine di questi reperti si è limitata a metodi spesso circoscritti alla semplice osservazione o al rilievo geometrico. Questo studio segue, invece, percorsi pluridisciplinari, intersecando competenze storiche, liutarie ed organologiche, esami chimici e tecniche di rilievo, analisi paleografiche e ricerche archivistiche: ne deriva una nuova consapevolezza che si traduce in attribuzioni inedite, nuovi frammenti di verità e originali spunti per ulteriori approfondimenti.

Non vi è dubbio che questi oggetti, non più e non solo celebrati come mera presenza storica, assumono nuovo valore nel segno di un’esperienza di costruttore attualissima, insuperata, universale come quella espressa da Antonio Stradivari.

I reperti divengono, allora, nesso sostanziale tra sapere e fare, portando a sintesi solida cultura materiale ed irrinunciabili  espressioni creative, affermando l’attualità di quel saper fare liutaio che rende unica Cremona ed è iscritto dall’UNESCO tra i Patrimoni Universali Immateriali dell’Umanità. Il volume è  realizzato grazie al contributo di Fondazione Cariplo nell’ambito del progetto “L’Opificio del Suono”.

La presentazione dell’opera giovedì 30 marzo alle ore 18 presso la gallerie d’Italia, Sala Didattica  Piazza della Scala, 6 – Milano. Presenti il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, Arnoldo Mosca Mondadori consigliere CdA Fondazione Cariplo con delega  Arte e Cultura, Fausto Cacciatori curatore del volume, conservatore delle Collezioni MdV, Marco D’Agostino collaboratore del volume, professore di paleografia latina e codicologia Università di Pavia e Marco Malagodi responsabile Laboratorio Arvedi di diagnostica non invasiva Università di Pavia, presso MdV.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.