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Reggio Emilia. Con l’inaugurazione in questi giorni della mostra “Tutto quadra – Pittura dal 900 a oggi nelle collezioni dei Musei”, aperta sino al 31agosto del prossimo annoal Palazzo S. Francesco, via Spallanzani, 1, parte la prima tappa del progetto “Prove generali di Museo”, che accompagnerà la definizione di nuovi contenuti e i riallestimenti del Palazzo dei Musei di Reggio Emilia, fino al 2018.

Il Palazzo dei Musei è negli anni recenti al centro di una nuova ideazione progettuale curata dall’architetto Italo Rota, che genera sia nuovi contenuti culturali aperti alla contemporaneità, alla creatività e al futuro con azioni di partecipazione della comunità, sia la rilettura e il riallestimento degli spazi e la conservazione e valorizzazione delle collezioni storiche. Ora, “Tutto quadra” vuole sottolineare al pubblico e agli artisti la vocazione all’arte contemporanea del polo museale.

500 dipinti provenienti dai depositi dei Musei Civici di Reggio Emilia vengono presentati in una spettacolare esposizione, allestita nella Manica Lunga progettata nel 2014 dallo stesso Italo Rota, che diventa una inedita esplorazione del patrimonio conservato dall’istituzione culturale e l’annuncio che Palazzo dei Musei diventerà anche un museo d’arte contemporanea.tutto quadra

Si tratta di oltre 600 metri quadrati di superfici: tele, tavole, compensati, preparazioni in gesso, carte, plexiglas oltre a dipinti ad olio, a fresco, acrilico, anilina, nitro, pastello, carboncino, in un arco cronologico che va dal 1929, data dell’inaugurazione della Pinacoteca Fontanesi all’interno del palazzo, ad oggi.
Sono 146 gli artisti coinvolti, il più anziano nato nel 1874, la più giovane nel 1986, in un percorso che si collega all’evoluzione dell’arte e della pittura dagli anni Trenta a oggi, tra avanzamenti e resistenze, ispirazioni e ripetizioni, inclinazioni personali e mode: uno spaccato vivido di arte ma anche di antropologia culturale e tendenze.

Il criterio espositivo scelto è molto semplice, tipicamente museale, organizzato secondo la rigida griglia della cronologia. La linea del tempo scandisce infatti l’apparente accumulo dell’allestimento, ma accetta i continui slittamenti imposti dalle necessità della collezione. L’obiettivo è stato quello di rappresentare l’integrità del patrimonio della collezione; a volte si sono imposte selezioni anche molto drastiche, dovute all’insufficienza degli spazi rispetto al volume delle opere, ma si è difeso il criterio di rappresentare tutti gli artisti.

Sono state evidenziate le mancanze più evidenti al racconto, altre potranno essere segnalate dal pubblico, con l’intento di sollecitare anche nuove donazioni. Ne esce confermato il forte contributo offerto da artisti e collezionisti alla collezione che è anche specchio della storia dell’attività espositiva della città.

Evitando gerarchie visive, l’allestimento crea una inedita e sorprendente macchina scenica, in apparenza sospesa nel vuoto. Lo spazio museale, persa ogni neutralità, si avvicina all’immaginario della realtà contemporanea e la pittura si riscopre, ancora una volta, come possibilità per l’oggi.

L’iniziativa è ad ingresso gratuito e senza obbligo di prenotazione

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.