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Milano. Il suo nome d’arte è TVBOY, l’artista Salvatore Benintende, a livello internazionale è uno degli esponenti principali del movimento Street Art di matrice Neo Pop ed è uno degli artisti più riconoscibili della sua generazione.

Le sue opere sono esposte in diversi Paesi, dalla strada alle mostre museali, al PAC Milano, MDM Museum oltre che in numerose gallerie di Roma, Barcellona, Monaco, Copenaghen, Berlino, Londa, LA, Miami, da solo o al fianco di grandi nomi come Warhol, Lichtenstein, Haring, Basquiat.

Ora Mudec Photo lo ospita,  fino al 9 gennaio prossimo, per la prima volta  in una personale che svela al visitatore l’occhio ironico e satirico, ma sempre attento alla riflessione, con cui TVBOY reinterpreta i vari trend seguiti dalla società moderna.

“TVBOY. La mostra” al Mudec racconta, attraverso più di 70 tele, il percorso di questo prolifico artista, soffermandosi sulle sue principali tematiche: l’amore, il potere, gli eroi, la storia dell’arte. La mostra, prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e promossa dal Comune di Milano-Cultura, è a cura di Nicolas Ballario, giornalista esperto di arte contemporanea, ed è realizzata in collaborazione con Studio TVBOY.

La collaborazione tra il Mudec e l’artista è stata, come spesso accade in questi casi con artisti ‘disruptive’ nei confronti della società e delle istituzioni, assolutamente casuale. In occasione della mostra del Mudec dedicata a Banksy nel 2018 “A Visual Protest. The Art of Banksy” (21 novembre 2018 – 14 aprile 2019), TVBOY realizzò nottetempo un primo murale di protesta sul muro di cinta del museo, in via Tortona 56.

Il murale rappresenta (è ancora oggi visibile) uno street artist incappucciato, ritratto di spalle, che gioca sull’ambiguità Official/Un-official, riferendosi alla mostra non ufficiale di Banksy che si svolgeva all’interno delle sale del museo. Dallo “scontro” è nato un dialogo interessante, che al contrario ha visto lavorare il Museo delle Culture e TVBOY insieme, per un progetto molto ambizioso all’interno del distretto Tortona.

Lungi, infatti, dall’affossare o far cadere la provocazione dell’artista, il Comune di Milano e il Mudec colsero l’occasione spontanea invitando TVBOY a replicare l’opera durante una performance pubblica in Museo realizzando una serie di opere successivamente vendute, il cui ricavato finanziò il progetto “Un muro che unisce”, in collaborazione con Municipio 6, per la realizzazione di due gallerie a cielo aperto dedicate a Guido Crepax e successivamente a Diabolik nei pressi della chiesa di San Cristoforo. Un regalo alla città di Milano, che sempre più negli ultimi anni sta vivendo un momento magico ed estremamente prolifico nell’ambito della Street Art.

In questo fermento il Museo delle Culture gioca dal 2018 un ruolo da protagonista, portando avanti da anni un progetto di analisi dei nuovi linguaggi artistici, un osservatorio super partes sul mondo della street art in tutte le sue forme. Dalla strada in Museo.

“TVBOY. La mostra” è un esperimento che vuole offrire nuovi e interessanti spunti di riflessione e interazione anche con nuovi pubblici, ma rappresenta anche il giusto e doveroso omaggio verso un artista che – mettendosi per primo in gioco – ha permesso grazie alla sua collaborazione, di generare un bellissimo vortice di condivisione culturale, di cui il Mudec è stato un orgoglioso vettore. E continuerà a esserlo. “Penso che l’arte debba aiutare a generare altra arte” (TVBOY).

Sono quattro i grandi temi affrontati nell’arte di TVBOY: Baci, Arte, Potere, Eroi, e nella mostra si traducono in percorsi tematici.