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Bologna. La mostra U.mano – Arte e scienza: antica misura, nuova civiltà al Centro Arti e Scienze di Fondazione Golinelli, sino al 9 aprile, ha come focus il tema della mano che collega esperienze artistiche di epoche diverse dal Cinquecento fino ai giorni nostri.

Un ponte tra passato e futuro è rappresentato dall’allestimento della ricostruzione virtuale della Battaglia di Anghiari, l’opera di Leonardo da Vinci, che andò persa a causa della tecnica pittorica utilizzata. I ragazzi che frequentano i laboratori di Fondazione Golinelli hanno utilizzato le informazioni presenti in rete della celebre opera e le hanno ri-materializzate, consentendo all’opera di rinascere: grazie a un laboratorio di gamification e alla tecnologia 3D appaiono oggetti, personaggi e frammenti dell’opera perduta.

Il percorso espositivo è dedicato alla mano e sviluppato su più piani di lettura: dall’esplorazione dell’interiorità dell’uomo all’aprirsi alla comprensione dell’universo che gli sta intorno, in stretto e inevitabile collegamento con il cervello. La mano è l’elemento di raccordo tra la dimensione del fare e quella del pensare ed è quindi rappresentativa della prospettiva di azione di Fondazione Golinelli nel recuperare il segno di un legame oggi perduto: quello tra arte e scienza, che proprio nella cultura italiana ha raggiunto il suo culmine.

In mostra i maestri del passato dialogano con il presente attraverso installazioni, esperienze di realtà aumentata, rimaterializzazioni, innovazioni robotiche applicate e postazioni interattive. Da Caravaggio a Guercino, da Carracci a Pistoletto, i visitatori compiono un viaggio unico e irripetibile tra passato, presente e futuro. La riflessione sul tema della mano consente così di indagare il ruolo dell’uomo in un presente dominato dalla tecnologia.

Come afferma Carlo Fiorini: «La “macchina metaforica” nel suo processare, disegnando e cancellando le immagini, rimanda alla poetica dell’esperienza di Leonardo nel realizzare l’opera: il fallimento di una ricerca tecnologica condotta per superare i limiti della tecnica posseduta».

La mostra U.MANO è dunque esempio concreto delle attività che quotidianamente la Fondazione Golinelli porta avanti nel suo Opificio: il superamento della dicotomia arte – scienza e la creatività che diviene reale, con la dimensione dell’utile e del fruibile che si compenetra a quella del bello. U.mano è la nuova mostra di Fondazione Golinelli curata da Andrea Zanotti con Silvia Evangelisti, Carlo Fiorini e Stefano Zuffi.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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