Tempo di lettura: 2 minuti

Cremona. Grande successo di pubblico al museo Civico Ala Ponzone, attuale sede della Pinacoteca, per la mostra personale di Martino Zanetti, “My Winter’s Tale, che si potrà visitare fino al prossimo 28 febbraio. Inaugurata lo scorso 15 dicembre, ad oggi l’esposizione ha registrato un’affluenza di oltre 4.300 visitatori, un numero che non può non essere di grande soddisfazione sia per l’artista, sia per il Comune di Cremona che l’ha organizzata nell’ambito delle iniziative per il 450° anniversario della nascita di Claudio Monteverdi con il patrocinio di Garda Musei.

“My Winter’s Tale” è stata ispirata a Zanetti dal Racconto d’inverno di William Shakespeare, di cui l’artista è grande estimatore e conoscitore. “La curiosità di scoprire chi è il vero William Shakespeare – dice Martino Zanetti – mi è venuta quando, leggendo le sue opere, ho colto la sequenza come una provocazione culturale tipica dei romanzi gialli, dove viene lasciata una traccia affinché il lettore ne colga il meccanismo. Sempre i primi e gli ultimi atti portano la soluzione. 

La struttura del “Racconto d’inverno” (“The Winter’s Tale”), che dona il titolo alla mia mostra, si basa sulla fantasia e l’imaginerie dell’epoca, come si rileva dai dipinti di Giulio Romano, architetto e pittore, dalle sue architetture riportate da Paolo Veronese, e quindi da Sebastiano Serlio e in sequenza Andrea Palladio, Daniele Barbaro e, nel suo proseguire, da Inigo Jones, che visse per dieci anni tra Venezia e Maser, assorbendone le architetture, i disegni i colori e i luoghi. Perdonate l’ardire, ma sono un dilettante.”

Nel corso della Mostra di Cremona Martino Zanetti si è anche divertito a presentare, facendo “scendere” i suoi colori dalle grandi tele, dei capi di abbigliamento e accessori moda suggeriti dalle sue opere, foulard, pochette, papillon, gonne, abiti ispirati agli anni Sessanta.

A distanza di quarant’anni dal suo esordio artistico, Zanetti è così rientrato nei circuiti delle mostre ufficiali, dopo che all’età di 33 anni si era ritirato a dipingere solo per una sua intima esigenza e ricerca artistica, proprio nel momento in cui era considerato il più giovane esponente del neoespressionismo astratto italiano. 

“La mia felicità può oggi coniugarsi al mio essere artista compiutamente e cercar di donare quella gioia e il prorompente sorriso che naturalmente l’arte procura. E cosi, come nella Commedia dell’Arte, ‘se vi è piaciuto applaudite, se non vi è piaciuto… un cortese silenzio’.” (M. Zanetti)

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *