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Fuori dalle rotte delle masse per riscoprire luoghi segreti e risvegliare i sensi, lasciando un segno dentro se stessi, prima ancora che lungo la strada: dirigendosi verso il Relais Borgo Campello, a Campello sul Clitunno in provincia di Perugia, si sente quasi il dovere di mascherare le proprie tracce, come se questo gioiello celato all’interno di un borgo arroccato sulle colline dell’Umbria fosse comparso per magia, in concomitanza con una misteriosa ed eccezionale coincidenza di eventi.

È forse stata la stessa sensazione che Vincenzo e Daniela Naschi hanno in qualche modo dovuto combattere e sostituire con il giusto rispetto quando, dando ascolto a un vecchio sogno, si sono decisi ad abbandonare la loro precedente vita per recuperare quello che, nel 1997, il terremoto aveva ridotto a un blocco di ruderi sopra le fonti del Clitunno e che oggi è una struttura diffusa formata da un gruppo di case cinto da mura trecentesche.

L’impressione è che ci sia voluta una straordinaria dose di fantasia per immaginare e poi creare un’esperienza autentica di bellezza, capace di integrare funzionalità e comfort moderni in un viaggio fuori dal tempo o, meglio, in quel tempo antico incarnato dal Castello e dal Monastero che costituiscono il cuore di Campello Alto, a pochi chilometri da Spoleto e dalle principali città d’arte umbre ma ad anni luce dal turismo dei grandi numeri.

La vocazione all’ospitalità di un luogo che accoglieva i pellegrini in cammino sulla Via Francigena si rinnova nella forma di un rifugio che eredita e reinventa il concetto di pace e di relax, coniugandolo al piacere intramontabile di panorami infiniti.