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Eccolo là, in mezzo alla fotografia, Peppo Piovanelli circondato dai suoi amici campesinos delle Ande, alla fine dell’ennesima fatica per realizzare la costruzione di 11 chilometri d’acquedotto che porterà acqua pulita ai villaggi poveri e sperduti della regione andina della Playa in Ecuador. Soddisfatto e sorridente il suo viso tondo e bonario e la folta barba bianca che gli dona un aspetto saggio e pacato di chi ha scelto nella vita, senza lasciarsi trascinare dagli eventi.

Un acquedotto che porta acqua potabile ai villaggi fatti per lo più di catapecchie di fango e paglia, ha un valore vitale, la gente lassù è talmente povera che non dispone di pozzi e tanto meno di un sistema idrico, fa uso dell’acqua che scorre nei ruscelli di superficie, spesso inquinata e sporca, causa principale di gravi problemi sanitari; per i campesinos un acquedotto assume il valore di una vita dignitosa e meno esposta alle malattie.

L’acquedotto è finito, 11 chilometri di tubo interrato sotto uno scavo fatto a mano con la fatica comunitaria degli abitanti del luogo che zappe alla mano hanno realizzato con Peppo l’ambizioso progetto che sembrava un sogno impossibile, superando le mille difficoltà compresa quella economica. Il primo rubinetto verrà aperto con un inaugurazione ufficiale in febbraio, tra pochi giorni.

E’ abituato a decidere in fretta sul da farsi, Peppo, per far fronte alle emergenze e ai quotidiani bisogni della gente povera, senza porsi tanti fronzoli o domande, con la convinzione che per realizzare progetti bisogna rimboccarsi le maniche, piegare la schiera; programmi pianificati, convegni e preventivi di finanziamento, non sono nei suoi pensieri. Il lavoro si comincia sporcandosi le proprie mani e se non arriveranno tutti i finanziamenti, si affiderà alla provvidenza che per Peppo si chiama Associazione San Nicolas, formata da un gruppo di amici volontari bresciani che sostengono da anni il caparbio lavoro di Peppo e Adriana.

In fondo è stata un’avventura affidata alla provvidenza anche la sua vita e quella di Adriana, quando più di trent’anni fa erano partiti come volontari dell’Operazione Mato Grosso per l’Ecuador, dovevano restare un paio d’anni; sono ancora lassù con i loro figlioli, sulle Ande, fra la gente povera con cui hanno diviso le fatiche della vita quotidiana, senza risparmiarsi, lamentarsi o darsi vanto; con una semplicità nobile e dignitosa.

La missione di San Nicolas, dove vivono Peppo e Adriana, è un’antica fattoria che risale al tempo degli spagnoli, un luogo meraviglioso sovrastato dall’imponente sagoma del vulcano Cotopaxi, da loro sono passato nei viaggi in Ecuador, l’ultima volta m’ero trattenuto alcuni giorni. Il carattere pratico di Peppo lo incontri subito, dopo il primo giorno passato a girovagare per la missine, Peppo m’aveva chiesto se il mattino seguente potevo dargli un aiuto, avevo accettato con gioia, contento di rendermi utile.

All’alba del giorno seguente ero pronto per il mio incarico, Peppo m’ha spedito con un camion scassato lungo una tortuosa strada sino a una grande fattoria che allevava tori da corrida, a caricare il letame per i campi, che gentilmente la ricca proprietaria “regalava” per fertilizzare i campi intorno alla missione. Avevo fatto ritorno a sera tardi con il mio “prezioso” carico, stanco e puzzolente, ma felice.

San Nicolas da trent’anni è il punto di riferimento per centinaia di famiglie povere per qualsiasi bisogno, nella missione ci sono scuole professionali dove vengono accolti gli orfani o i figli di misere realtà umane e per i tanti anziani c’è sempre una scodella di zuppa calda. La bontà del cuore di Peppo la conosci così, nell’instancabile caparbietà e dedizione verso il prossimo, nella gratuità del lavoro, nell’ostinazione di una vita umile, nell’esempio di lealtà e di pace.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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