Cremona – Sul tetto dell’Hilton Midtown, a cinque isolati da Central Park, c’è un alveare. Sano e felice. Il miele che le signore api producono viene offerto ai clienti e usato in cucina.

Allevare api anche in città può essere una risposta alla crisi che ha colpito gli alveari. E magari per autoprodursi un ottimo miele. Lo fanno già in tanti nel mondo, non solo a New York: da  Berlino a Montréal, da Parigi a Vienna ma anche Milano, Roma e Torino.

In un’epoca in cui le api sono davvero a rischio, la città può essere un ambiente protetto, al riparo da pesticidi ed erbicidi che ne causano la morte.

Anche Cremona si dà all’Urban bees e propone un incontro pubblico di presentazione.

Perché produrre miele sul proprio terrazzo, tetto o nel proprio giardino di casa è ormai una vera e propria moda che ha già contagiato moltissime persone. E avvicinare la natura all’uomo, produrre in modo eco-sostenibile e contribuire alla sopravvivenza
delle api fa bene a noi e alle api.

Il progetto “Cremona Urban Bees” nasce dalla collaborazione tra il Comitato di quartiere Cremona 1, il Centro di Documentazione Ambientale, il Circolo Legambiente “Vedo Verde” e l’apicoltore Daniele Biazzi.

L’idea è quella di realizzare un apiario collettivo cittadino. Un campo di prova per i nuovi apicoltori e al tempo stesso un’occasione che permetterà di raccogliere dati preziosi per il biomonitoraggio ambientale eseguito sulle api, in collaborazione con l’istituto Itis di Cremona.