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Il progetto “Un anno di Avis in Lombardia”, nel contesto del Servizio Civile Nazionale, si attua nell’ambito dell’assistenza alla salute e, più precisamente, nel settore della promozione e della raccolta del sangue a beneficio di tutti i cittadini per rispondere ad un bisogno essenziale di salute.

Il sangue umano infatti è un prodotto indispensabile alla vita, non è riproducibile artificialmente e può essere solo donato da un individuo a un altro. Mediante una trasfusione al ricevente rappresenta un fattore di sopravvivenza nei servizi di primo soccorso e di emergenza, negli interventi chirurgici e nei trapianti, nella cura di malattie oncologiche e nella cura di varie forme di anemia cronica. Il sangue prelevato con tutte le sue componenti (“sangue intero”) viene lavorato successivamente, mentre per prelevare una sola componente si può effettuare una donazione in “aferesi”, che richiede più tempo ma è meno invadente per il donatore, utilizzandone plasma, piastrine o altre componenti. Il sangue è, dunque, un bene di interesse pubblico, di cui potenzialmente ogni cittadino può avere necessità.

Avere un servizio trasfusionale efficiente e sicuro è un diritto per tutti i cittadini. In Italia il sistema trasfusionale è regolamentato dalla Legge n. 219 del 27 ottobre 2005, “Nuova Disciplina delle attività trasfusionali e della produzione degli emoderivati” e da numerosi decreti di attuazione. La Legge stabilisce che “le attività trasfusionali sono parte integrante del Servizio Sanitario Nazionale e si fondano sulla donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita del sangue umano e dei suoi componenti”.

La risorsa sangue viene garantita in un regime di sussidiarietà tra Sistema Sanitario Nazionale e associazioni di volontariato del sangue cui è affidato il compito della promozione del dono, della raccolta di sangue e della tutela dei donatori. Lo Stato riconosce la funzione civica e sociale ed i valori solidaristici che si esprimono nella donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita del sangue. Il volontariato di AVIS è un volontariato senza il quale il sistema sanitario non potrebbe garantire la salute a tutti i cittadini. In consonanza con le finalità e motivazioni del Servizio Civile Nazionale, la partecipazione dei giovani volontari al progetto è un’occasione per contribuire a produrre un bene comune alla collettività e per sensibilizzare l’opinione pubblica ai valori della solidarietà e partecipazione.

L’obiettivo generale è quindi garantire al Sistema trasfusionale il numero di donazioni da donatori periodici al fine di far fronte alle esigenze della collettività. Il progetto si propone le finalità di autosufficienza rispetto al fabbisogno di sangue e emocomponenti assegnate, in regime di sussidiarietà, all’Associazione Avis, in una delle regioni più popolose e con più alto consumo di emocomponenti nelle strutture ospedaliere.

L’obiettivo di garantire il mantenimento dell’autosufficienza nel tempo e nello spazio richiede un quotidiano e costante impegno di tutti coloro che, a diverso titolo, sono coinvolti nel Sistema Sangue; impegno finalizzato a garantire un costante turn over tra coloro che si approcciano alla donazione per la prima volta e coloro che si avviano alla fine della loro carriera donazionale. Donatori periodici, responsabili, associati, rappresentano il cardine di un sistema deputato a garantire alla popolazione il farmaco salvavita rappresentato dal sangue umano. Con l’evoluzione del sistema trasfusionale, la modalità per garantire l’autosufficienza è un sempre migliore interfaccia tra domanda (esigenze specifiche segnalate dagli ospedali) e offerta (donazioni effettuate da donatori con differenti tipologie, disponibili su richiesta) e una efficienza nel sistema di comunicazione. A livello quantitativo l’obiettivo generale si intende raggiunto qualora il numero di donazioni effettuate sia sufficiente ai consumi (per trasfusione, per lavorazione farmaceutica, per una percentuale di scarti) di sangue e emocomponenti.

Obiettivo 1. Sviluppare una azione educativa alla cittadinanza attiva rivolta ai giovani La strategia scelta dalle Avis lombarde è quella di svolgere azioni educative ad ampio raggio per seminare tra i giovani l’attitudine a una partecipazione attiva e consapevole alla cittadinanza. Più che realizzare interventi mirati alla richiesta specifica del dono del sangue, la tendenza è quella di far germogliare una consapevolezza nelle generazioni emergenti. A questo scopo importanti le collaborazioni con alti soggetti, come altre Associazioni del dono o altri enti che collaborino in senso lato alla maturazione delle nuove generazioni. Ci si prefigge di aumentare gli interventi e sperimentare nuove proposte nelle scuole, migliorare e potenziare la promozione e la comunicazione con i giovani.

Obiettivo 2. Sviluppare nuove modalità di contatto coi giovani cittadini non italiani A fronte della notevole crescita demografica e dell’aumento dei donatori di origine straniera, si intende coordinare gli interventi e sperimentare nuove modalità di contatti e relazioni. La sperimentazione nelle sedi di progetto rappresenta la seconda fase di un ampio progetto che ha inizialmente svolto una ricerca e delle proposte operative. Ci si prefigge di sperimentarne le indicazioni e aumentare contatti e iniziative rivolte agli stranieri.

Obiettivo 3. Ottimizzare i sistemi di gestione del donatore A fronte della nuova ristrutturazione del sistema di raccolta e della necessità di proseguire un percorso che porti a una programmazione delle donazioni a seconda dei bisogni territoriali, ci si propone di ottimizzare i sistemi di gestione dei donatori nelle diverse fasi della comunicazione con i donatori, della chiamata e della programmazione con donazioni su prenotazione.

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