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Sorride felice Elena, dopo aver tagliato il traguardo, esulta dal suo blog vivicomemangi.it con un “ce l’ho fatta! Il mio buon proposito del 2015 si è concretizzato. Ho passato un anno intero senza entrare in un supermercato, vivendo in maniera più accorta, sobria e sostenibile.”

Giornalista, nata a Modena e trapiantata a Roma, a gennaio ha terminato un anno “sabbatico” lontano dai centri commerciali. Più che un ex voto la sua avventura ha il sapore di una ricerca, di un nuovo stile di vita, più sano, equo e senza sprechi.

Elena è una ragazza giovane e solare, ben staccata da retoriche anti-progresso, ha vissuto il suo anno lontana dal supermercato non come una sfida ma con la consapevolezza di maturare un’esperienza arricchente, anzi divertente e facile come afferma sul suo blog: “Sì! Facile, e non lo avrei mai detto! In realtà non avrei mai immaginato di cambiare così tanto le mie abitudini in così poco tempo. E invece quel giorno è cambiato davvero tanto, sono cambiata io.”9

Un anno di cambiamenti e di incontri, come quello con il movimento della Decrescita Felice o con Stefania Rossini, cittadina di Pontevico nella Bassa bresciana, divenuta celebre per il suo libro “Vivere in 5 con 5 euro al giorno”, madre di famiglia prima di scrittrice e di blogger molto seguita e amata. Nell’anno della metamorfosi c’è anche l’incrocio con  Lucia Cuffaro e il suo blog, altra donna esperta di autoproduzione e vivere sostenibile.

– Sulla spesa alimentare la cosa che più mi ha aiutata è stato il Gas, il Gruppo d’acquisto solidale con cui compro quasi tutto – afferma soddisfatta Elena – Ogni settimana arriva verdura e frutta naturale e a chilometro zero. Saltuariamente si ordinano i prodotti di più lunga conservazione come pasta, riso, farina e molto altro ancora. Per altre cose e per le emergenze mi rivolgo ai negozi dove si acquista sfuso. –local

Una sfida, un dimostrazione, una competizione fine a se stessa, una provocazione? Oppure un esempio che potremmo perseguire in molti, anche solo pensando allo spreco. Ogni cittadino italiano, infatti, butta ogni anno nella spazzatura circa 27 kg di cibo ancora commestibile, una percentuale significativa di pasta, pane e carne che arriva sulle nostre tavole, per un totale di 6 milioni di tonnellate di cibo sprecato ogni anno. Solo dalla grande distribuzione se ne potrebbero recuperare 50.000 tonnellate all’anno. E, tuttavia, ogni italiano produce annualmente avanzi di cibo che corrispondono a circa 580 euro buttati: è il 30% del cibo acquistato che finisce direttamente in discarica. Il frigorifero di casa, che può essere un luogo di delizie, si trasforma molte volte nell’anticamera del sacchetto della spazzatura.carrello spesaElena in questo anno ha riscoperto i piccoli negozi, i mercati, dove il cibo è ancora scelto e trattato con cura famigliare, con  meno confezioni, meno plastica, meno immondizia inutile. Sicuramente non facile, specie per una donna, sostituire i mille e mille prodotti per la cura del corpo; “un mix di sostanze chimiche, sintetiche e derivati dal petrolio” come ora li definisce dopo aver dirottato le femminili esigenze su prodotti naturali o fatti in casa. Insomma una rivoluzione totale, iniziata quasi per gioco, che si è trasformata in una continua scoperta di un nuovo modo di vivere. Per dirla con le parole di Elena: “con un risparmio di denaro, ma anche il mio tempo ci ha guadagnato. Sicuramente l’ho speso meglio. Perché grazie a questa scommessa quest’anno ho conosciuto tantissime persone fantastiche, realtà buone e sostenibili, gente in gamba che quotidianamente scegli di compiere azioni coraggiose, controcorrente, pulite e sane.”

Ma come è scoccata la scintilla ce lo racconta Elena: – Era il 2 gennaio 2015. Ero a Palma di Maiorca, in un supermercato e camminavo per le corsie. A un certo punto mi è caduto l’occhio dentro uno di quei grandi contenitori frigo per la carne: c’erano dei maialini interi, piccoli, perfettamente integri, con gli occhi chiusi, sottovuoto. Non mi era mai capitato in Italia di vedere niente del genere: sembrava dormissero. Lì per lì ho pensato all’assurdità di quella situazione, ai danni collaterali che scaturiscono dal semplice gesto del consumare. Ma, soprattutto, ho pensato a quanto le nostre piccole scelte economiche possano influire sull’intero sistema. Sono profondamente convinta che più di qualsiasi voto o protesta, le cose si cambino quotidianamente: al supermercato, a tavola, senza aspettare interventi dall’alto e senza delegare le nostre responsabilità.IMG_0892

Così mi sono detta perché non fare qualcosa di davvero concreto? E nel mio piccolo ho deciso di farlo. Ovviamente ho dovuto rivedere un po’ le mie abitudini – continua Elena – Non andare al supermercato per me ha significato innanzitutto boicottare le multinazionali, i prodotti inutili, quelli tossici per la salute e per l’ambiente, quelli a lungo chilometraggio e con tanti imballaggi, quelli prodotti in condizioni di lavoro discutibili. Quindi tutta la mia vita, che fino a qualche anno fa si sarebbe potuta definire di perfetta consumatrice, da gennaio è stata rivoluzionata.-

Ed ora la ovvia domanda finale: che farà Elena nel 2016 e nei prossimi anni? – Certo, da sola non farò la differenza, ma pensate se oltre a me nel 2016 portassero avanti lo stesso proposito in altri dieci, cento, mille? – Ci conferma Elena – Io di sicuro continuerò su questa strada. Anche perché, dopo un anno, posso dire che i motivi per continuare a non andare al supermercato sono molti più che le difficoltà incontrate.-

Ragazza meravigliosa e simpaticamente non eroica, alla fine sul suo blog confessa: – Ps. Una volta, lo ammetto, ho sgarrato! E’ stato in vacanza in Sicilia quest’estate. Ma non perché non si potesse fare. Avrei potuto benissimo trascorrere la vacanza senza supermercato, ma non volevo creare un “caso diplomatico” con i miei compagni di viaggio e quindi per il quieto vivere ci sono entrata. Magari quest’anno convincerò tutti a starne fuori! –

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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