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Brescia – Ha l’accento bresciano la “Prima edizione della Biennale di Pittura” che, a carattere internazionale, si è svolta a Sharm El Sheik, in Egitto, quando il 2013 già declinava nel proprio calendario l’epilogo dei suoi giorni, valorizzati dalla singolare iniziativa culturale durante quel breve periodo che, agli ultimi due mesi dell’anno, ha coniugato il compiersi della singolare manifestazione, avvenuta dal 28 novembre all’otto dicembre.

Fra i dieci artisti, individuati tra un centinaio di partecipanti all’importante avvenimento, una selezionata giuria di esperti del settore ha attribuito il primo premio al pittore bresciano Pierangelo Arbosti di Ghedi (Brescia), per l’opera dal titolo “Infanzia perduta”.

Gli altri premiati, nei corrispondenti livelli d’attestazione, a proposito degli altri titoli di elogiata attribuzione, sono stati rispettivamente: Giuseppe Alesiani, Rohan Samuel, Omar Abd El AZaher, Piero Paoli, Annalisa Colombara, Cirillo Murer, Deena Fadel, Luciano Filippi, Romano Bertelli, Anna Spada ed Antonio Civitarese.

La manifestazione è stata sponsorizzata dai Ministeri del Turismo e della Cultura della Repubblica Araba d’Egitto e dal Ministero degli Affari Esteri, rappresentato dal console generale d’Egitto, con sede a Milano, Alì El Halawani, e si è sviluppata grazie al coordinamento dell’artista Giamal Meleka, “Maestro d’arte a Milano”.

“Città della pace mondiale”, Sharm El Sheik ha abbinato la propria affermata vocazione turistica ad una proposta artistica di spessore, mirata a coinvolgere un qualificato gran numero di esponenti del mondo dell’arte di vari Paesi del mondo, sui quali ha primeggiato il pittore bresciano Pierangelo Arbosti, fra l’altro, direttore della Scuola d’Arte dell’Associazione Artisti Bresciani (Aab), con sede in vicolo delle Stelle a Brescia, e già apprezzato autore di opere esposte in mostre personali e collettive, sia in Italia che all’estero.

La “Prima edizione della Biennale di Pittura” della nota città egiziana ha coinvolto i pittori aderenti all’iniziativa, attraverso i termini di un simposio artistico in cui i partecipanti hanno elaborato i propri lavori direttamente sul posto, secondo un’estemporanea versione della propria sollecitata creatività che ha trovato, nell’accoglienza a loro tributata su quel lembo di terra del Mar Rosso, l’ispirazione funzionale a contestualizzare il proprio estro compositivo, trattato nell’ambiente stesso a cui si è rapportata, per l’elaborazione di un tema libero e personalmente rappresentativo di uno spontaneo fattore plurimo ed espressivo.

Ciascun artista ha contribuito al riuscito appuntamento internazionale con la realizzazione di due opere e, nel caso di Pierangelo Arbosti, il dipinto, assurto a fare proporzionare, nel ruolo di vincitore, il suo autore, è dimensionato in una superficie di settanta per ottanta centimetri, entro la quale la tela interessata custodisce la ricorrente formulazione, per il pittore bresciano, della tecnica mista con colori in acrilico, nei riferimenti evocativi del suo carisma ideativo.

Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.