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Brescia. Nell’”Anno Internazionale dei Legumi, per un’alimentazione sostenibile del pianeta” una sponda del fiume Mella, in località Montelungo a Brescia, è teatro dal 16 marzo di  un allestimento temporaneo realizzato per mano degli studenti del corso “Arte, Natura, Identità” della L.A.B.A. che nell’anno 2015/16 si sono confrontati con un tema di primaria importanza per il futuro del pianeta. Il tema dell’anno O.N.U. 2016 volto a promuovere i legumi come fonte economica e proteica ​​che può essere di grande beneficio per la salute e i mezzi di sussistenza delle persone, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

L’allestimento temporaneo elaborato in aula sotto la direzione dei docenti Maura Bianchi ed Ugo Spiazzi e la consulenza scientifica della Sezione Botanica del Museo di Scienze Naturali di Brescia,  è stato realizzato utilizzando l’antica tecnica dell’intreccio di rami: il maestro d’intreccio Daniele Berto impartirà la conoscenza della tecnica ai ragazzi che, insieme a lui, daranno esecuzione al progetto.

La forma della struttura rimanda all’immagine astratta di un baccello di legumi, sotto cui si troveranno spunti didattici inerenti alla loro importanza;  sono stati utilizzati tralci provenienti dagli scarti di potatura della coltivazione biologica della vite dell’”Azienda Agricola Santa Lucia s.s.” di Rovato. Conferendo così al progetto un ulteriore significato simbolico espressione dell’opera di  sensibilizzazione alle tematiche ambientali. L’utilizzo di materiale organico rientra nella valenza progettuale di un agire consapevole e sostenibile: nel tempo i rami del baccello diverranno nutrimento per il suolo.

La scelta del luogo dell’allestimento, messo a disposizione dal Comune e dal Parco delle Colline di Brescia, prende le mosse dal programma di studio dell’anno in corso che vede gli studenti impegnati in un progetto di riqualificazione di un tratto del Mella basato su “rammendi ecosistemici”, cioè sulla connessione puntuale del sistema naturale ed il suo potenziamento a partire dalla rete verde esistente al fine di accrescere tutti i servizi che la Natura mette a  disposizione. Il messaggio è: che solamente con il raggiungimento di tale obiettivo saremo in grado di realizzare microinterventi di progettazione e comunicazione che offrano nuove opportunità di aggregazione e socialità per la città che verrà.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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