Lodrino, Brescia. È stato inaugurato in Val Trompia un impianto di acquacoltura per una nuova filiera agroittica dove trote e salmerini verranno affinati nella purezza delle acque Valtrumpline. In Via del Molino a Lodrino il Centro Ittico Valli Resilienti è stato realizzato dalla Cooperativa Sociale Agricola Clarabella, nell’ambito del Programma AttivAree, promosso da Fondazione Cariplo, dedicato alla rinascita dei territori e alla valorizzazione delle potenzialità culturali, storiche ed ambientali.

Il Centro Ittico Valli Resilienti, situato all’interno del Parco del fiume Lembrio, nasce dalla riattivazione di un vecchio impianto dismesso, reinterpretandolo in chiave innovativa, di sviluppo e di filiera, e in stretta connessione con la rigenerazione dell’area circostante legata al parco del Lembrio; il tutto senza consumo di suolo, con una forte attenzione alla sostenibilità ambientale e all’inclusione di persone con disabilità.

L’obiettivo del nuovo impianto di acquacoltura è quello di realizzare un alimento innovativo che deve la sua eccellenza alle caratteristiche del territorio in cui viene prodotto. Il Lembrio nasce infatti da un bacino idrogeografico incontaminato e ha acque pure con caratteristiche simili a quelle della potabilità. In queste acque, all’altezza del bacino artificiale sul quale insiste il centro ittico, la Cooperativa Clarabella ha inserito delle vasche nelle quali trote e salmerini, provenienti da allevamenti selezionati, subiscono un processo di affinamento e smagrimento unico nel suo genere.

Grazie alle caratteristiche chimico fisiche dell’acqua e ad una dieta opportunamente studiata, il sapore e la genuinità delle carni diventano prossimi a quelle del pesce selvaggio. Questo processo garantirà ai consumatori gli alti standard qualitativi che Agroittica Clarabella si è impegnata ad offrire al mercato più di un anno fa con l’apertura del laboratorio di trasformazione di pesce d’acqua dolce di Iseo marchiato CE e che si inserirà a pieno titolo in tutta la filiera di produzione agricola e di ristorazione della cooperativa.

Il progetto è volto alla valorizzazione del ruolo dell’impresa sociale nel rilancio delle aree interne e nel recupero di luoghi abbandonati, coniugando imprenditoria, valorizzazione e tutela dell’ambiente all’attenzione verso l’inserimento lavorativo di persone con disagio psichico e l’inclusione di persone fragili. Una valorizzazione del parco del fiume Lembrio, un sito di particolare pregio naturalistico, paesaggistico e turistico immerso nel verde e frequentato da residenti e da turisti soprattutto nel periodo estivo: sono state così realizzate attività di pulizia del parco, interventi urbanistici per garantire le vie di accesso, la riattivazione dei servizi igienici ad uso pubblico e la ristrutturazione di spazi a scopi ricettivi e didattici, fruibili e utilizzabili da scolaresche, grest e altri centri ricreativi.

Meta di pic nic e gite fuori porta, il parco si inserisce nelle proposte turistiche promosse dal Circuito delle Valli Accoglienti e Solidali dedicate al rilancio della Valle Trompia e della Valle Sabbia. Importante la collaborazione con le associazioni provinciali di pesca sportiva che potranno garantire la trasformazione del sito del Lembrio in riserva di pesca, per la fruizione regolamentata di appassionati e di iniziative a scopo didattico e ricreativo.

E nonostante questo ultimo anno sia stato dedicato alla soluzione del non facile iter burocratico che ha consentito l’apertura del centro Ittico, lo spirito imprenditoriale di Clarabella unito alle potenzialità delle Valli Resilienti sta già elaborando nuove idee, come l’apertura di un punto ristoro nell’area del Lembrio, segno che le iniziative di AttivAree rappresentano solo l’inizio della riattivazione delle valli bresciane.