Bassa Bresciana. Nasce il comitato antirazzista “Homo sapiens” con l’intento di essere portavoce dei valori di solidarietà, da sempre vocazione di questa terra. Sono soprattutto un folto gruppo di cittadini della Bassa bresciana ad esprimere più che un disappunto, un disagio per alcuni fatti di intolleranza e il dilagare di archetipi razzisti che si stanno radicando nel territorio, amplificato da alcuni media, che intaccano il comune pensare e innescano pericolose virate fanatiche che non hanno riscontro con la realtà.mani

Da decenni nella Bassa c’è un’integrazione reale, nascosta tra l’afa e la nebbia di cui nessuno parla mai. La gente migrata dall’Asia è essenziale nel tessuto economico agricolo, da anni il ciclo della mungitura nelle stalle e molti lavori delle campagne sono gestiti da indiani o da pachistani. È parte di quella “padania” onesta, caparbia e silenziosa, solidale per vocazione, per quel patto firmato lealmente da generazioni con la terra e con la fatica di coltivarla. Sono arrivati nelle campagne padane vent’anni fa a cercar lavoro i migranti con il turbante; nella loro dedizione e nel rispetto per gli animali i nostri contadini hanno trovato del buono.migranti 1

Quei visi ambrati in cerca di lavoro rimandavano la memoria ai loro padri, alle miserie contadine, alle difficoltà e alle migrazioni di cascina in cascina a cercar lavoro dopo la scadenza del contratto agricolo nei giorni di San Martino. Erano venuti a dividere le fatiche della terra e questo bastava.

Memore di questi fatti reali, il comitato si è riunito attorno ad un comune tavolo con associazioni del territorio, alcuni rappresentanti politici e sigle sindacali, dando vita ad un delegazione che si faccia carico di rappresentare il sentire della maggior parte della società civile che nella Bassa è sempre stata portatrice di valori di accoglienza e solidarietà.

Insieme hanno steso un comunicato :

Di recente  nella nostra  terra, la Bassa Bresciana, abbiamo  assistito  a spettacoli  di cittadini e pure di alcuni sindaci che, in nome dei loro principi politici e sociali, con parole  ed azioni, hanno  dato  un’  immagine  alterata  e  distorta  del pensiero  della maggioranza della popolazione.

Chi diventa sindaco col 30% dei voti rappresenta il  suo paese come istituzione, ma non può  parlare a nome di tutti i suoi cittadini e di certo non in  nome di coloro  che, possedendo alti principi morali o etici, fanno del civile convivere e del rispetto per la dignita della vita,per non dire deldiritto alla vita, un Valore.

Dal nostro  punto  di  vista  è  giunto  il momento  di  ribellarci al razzismo  vociato  e dilagante,che qualcuno sta spacciando come “il sentire comune”.

Magari son gli stessi che osano porsi a difesa, a voce, dei valori del Cattolicesimo, in nome di una lettura della dottrina sociale della Chiesa, totalmente falsa e tendenziosa. Alcuni parlano pure di difesa dei Valori della loro terra contro l’invasione dei migranti, senza naturalmente essere in grado di distinguere tra immigrato  regolare, rifugiato e clandestino, tanto, più confusione c’è, meglio è!

Non possiamo  poi dimenticare  le  responsabilità  oggettive  economiche  e politiche dell’Occidente e dei Paesi più avanzati, che hanno determinato le guerre e le distruzioni da cui i migranti fuggono.

Noi vogliamo,con la costituzione del gruppo antirazzista della Bassa,essere promotori : di cultura  fraterna, di accettazione ospitale per i rifugiati (che fuggono con mogli e figli dalla guerra), di dibattito  culturale e politico  e di confronto  con le varie realtà civili e socio-politiche  locali. La nostra cultura proviene dalla tradizione sociale della Chiesa e da quella non meno importante del socialismo politico-filosofico,ricordando i valori che la Resistenza ha riversato nella nostra Costituzione repubblicana.

Il gruppo è da noi firmatari  promosso ed  è  aperto  a quanti, privati  o  associazioni, riconoscono  nel razzismo un disvalore funesto per la società intera e per il progresso umano. Ci piace ricordare la battuta di Albert Einstein che,a chi  gli chiedeva di che razza fosse, rispose: ” homo sapiens”. 

Vorremmo che la  grettezza e l’egoismo, che traspaiono  dalle  dichiarazioni recenti, venissero sconfessati  dall’  operosità benefica dei molti che, a tutt’oggi, si sentono veramente Uomini, disposti ad uscire dal dilagante egoismo naturale per giungere a quell’altruismo culturale e sociale che,con la sua fecondità, darà vita finalmente ad una società rinnovata e fraterna, in cui si possa vivere senza odio e senza guerre.” 

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.