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Non c’è spazio per nient’altro nel nostro cuore se non per la speranza
che è l’unico bene prezioso, dal valore inestimabile,
con cui possiamo giocarci la felicità
”.

Parte da Mantova, con un concerto per la pace, il progetto di solidarietà “L’Amata Siria”, il cui obiettivo è contribuire a sensibilizzare sul tema delle sofferenze attuali del popolo siriano, sulle sue speranze di pace, di ritorno a casa, di giustizia e di perdono.

Musicisti di varie generazioni, provenienti da tutta Italia, abbracciano la Siria raccontando alcuni toccanti accadimenti reali, attraverso il linguaggio universalmente comprensibile della musica. Due composizioni originali di Nahel Al Halabi sono il fulcro del concerto che diventa meditazione sul dolore e sulla speranza di un futuro di pace.

Il concerto si terrà domenica 6 maggio alle ore 18.00, presso la Basilica Palatina di Santa Barbara, e sarà diretto dal M° Nahel Al Halabi, con la partecipazione del Liceo Coreutico e Musicale “Isabella d’Este” di Mantova, dell’Orchestra Sinfonica dei Colli Morenici di Mantova, della Banda Città di Mantova, SONG Onlus – Sistema in Lombardia di Milano, gli Archi all’Opera del Teatro Carlo Felice di Genova, il Conservatorio di Musica “Lucio Campiani” di Mantova, e con Elisa Franzetti.

Il ricavato dell’iniziativa sarà devoluto totalmente in favore del Centro per l’Educazione Informale nel governatorato di Mafraq per l’accoglienza e la scolarizzazione dei bimbi siriani profughi in Giordania.

Verrà eseguito il seguente programma:

  • Antonio Vivaldi – Sinfonia in B minor, RV 169 “Al Santo Sepolcro”.
    La Sinfonia al Santo Sepolcro si esprime in un linguaggio armonico “spinoso” per Vivaldi e nel Barocco era conosciuta come “musica della passione”, un linguaggio altamente cromatico riservato a rappresentare il dolore e la sofferenza di Cristo. Vivaldi si premura di precisare “senza organi e cembali” e nota l’assenza del basso continuo. Il compositore qui si rappresenta nella sua forma più intensa e drammatica, il che spiega perché questa sinfonia stia diventando tra le sue opere più popolari.
  • Antonio Vivaldi – In furore iustissimae irae, RV 626 – Soprano: Elisa Franzetti.
    Per soprano, archi e basso continuo, è un Motetto antichissimo, di musica sacra, su testo non liturgico, con origini che risalgono al tredicesimo secolo. Il testo, la preghiera di ringraziamento del peccatore a Dio per la sua clemenza, lascia supporre che fosse destinato a un periodo penitenziale o forse alle Rogazioni
  • Giacomo Puccini – Crisantemi – Arr. Marco Zambelli.
    Giacomo Puccini (1858-1924) compose Crisantemi, elegia per quartetto d’archi, tra gennaio e febbraio del 1890, in una sola notte di lavoro. L’elegia, termine che nell’Ottocento indica composizioni di carattere funebre o melanconico, sopravvisse all’occasionalità poiché il materiale musicale venne usato per il finale della Manon Lescaut. È un movimento singolo e di basso continuo.
  • Nahel Al Halabi – Fino a quando…
    Il compositore ha scelto di raccontare tra le molteplici storie vere di bambini che costellano, ormai da sette anni, la guerra in Siria, attraverso il linguaggio universale della musica, quella di Nayef, un cucciolo di uomo di 8 anni che vive questo momento storico anche nel piccolo della sua famiglia, trasformando una giornata e quelle a seguire, in una tragedia mozzafiato.
  • John Rutter – Look at the World.
    John Rutter è considerato uno dei principali compositori e musicisti di musica sacra viventi; si tratta di un brano nel quale vengo enumerate le bellezze naturali “che Dio ha creato nel mondo e per le quali, soprattutto per i valori morali, gli viene espressa gratitudine”.
  • Nahel Al Halabi – La Speranza del Ritorno – Prima esecuzione mondiale.
    Un’autobiografia toccante che vede il compositore costretto a lasciare l’amata Damasco dopo duri e ripetuti “inviti” dal governo centrale, il viaggio drammatico per mare, l’estenuante attraversamento dell’Europa, il passare del tempo e l’adattarsi ad una nuova cultura. Quindi la speranza infranta di una risoluzione della problematica siriana davanti all’accentuarsi degli estremismi e il farsi strada del terrorismo. Il tornare come in sogno ad un’alba che “…ricorderò per tutta la vita: ancora rivedo spari, urla strazianti, persone che scappano senza una direzione precisa, ma soprattutto sangue, sangue a non finire” come nel sogno iniziale del brano. Infine la forza di una richiesta alle potenze internazionali di una soluzione concreta, un’azione decisiva che possa spegnere le armi e fermare il sangue.

Il concerto sarà intervallato dai seguenti interventi: 

  • Nabil Al Lao.
    Esponente del panorama culturale siriano riconosciuto a livello mondiale, fondatore e primo sovrintendente dell’Opera di Damasco, oggi docente dell’Università di Milano. Ha pubblicato numerose ricerche sulla musica classica ed orientale.
  • Massimo Annibale Rossi – operatore umanitario di Vento di Terra.
    Vento di Terra realizza progetti di Cooperazione Internazionale in campi profughi, aree di migrazione e colpite da conflitti, con l’obiettivo di promuovere processi di sviluppo locale e per la tutela dei diritti umani.Fondata nel 2006, è attiva in Medio Oriente – Cisgiordania, Striscia di Gaza e Giordania, Afghanistan, Albania e Italia, intervenendo in vari ambiti: educativo, sostegno psico-sociale, architettura bio-climatica, sviluppo di impresa, agricoltura sostenibile.
  • Maria Majno presidente di SONG Onlus Il Sistema in Lombardia – Milano.
    L’Associazione SONG onlus promuove e realizza il Sistema Orchestre e Cori giovanili e infantili in Lombardia: sono oltre 500 i bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni coinvolti a Milano in percorsi di inclusione ed educazione alla socialità attraverso la pratica musicale collettiva. SONG porta la musica dove non c’è, in modo gratuito e accessibile.

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