Tempo di lettura: 3 minuti

Brescia. E’ partito il primo concorso in Lombardia sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, ” Confiscati e fotografati” organizzato dal coordinamento bresciano di Libera. È un concorso fotografico sul riutilizzo dei beni confiscati nella provincia di Brescia, nella speranza che mostrare anche attraverso l’opera artistica della fotografia gli efficaci riutilizzi laddove realizzati, così come l’immagine del loro mancato riutilizzo, possa essere denuncia e stimolo ulteriore, possa diventare un utile volano di conoscenza dei temi che intendiamo proporre alla collettività.

Il concorso è aperto a tutte le persone maggiorenni, esclusi i membri della giuria, i loro familiari e gli organizzatori del concorso. La partecipazione al concorso è gratuita. La partecipazione al concorso prevede due fasi: l’iscrizione e la consegna del materiale fotografico in formato digitale. Per iscriversi è necessario cliccare qui e compilare la “scheda di iscrizione”.

Successivamente all’inoltro del modulo online, sarà recapitata al partecipante una mail che dovrà essere stampata, firmata ed inviata all’indirizzo confiscatiefotografati@gmail.com entro e non oltre il giorno 28/01/2018.

Il concorso si inserisce nell’ambito del Progetto Responsabilità per la Giustizia. La premiazione avverrà presso la splendida Biblioteca di Concesio e una mostra itinerante sarà allestita in diversi spazi sul territorio della provincia.

Confiscati e fotografati” è un’idea del coordinamento Provinciale di LIBERA – Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie all’interno del Progetto Responsabilità per la Giustizia, con l’intento di sollecitare la società civile nel contrasto alle mafie e nella promozione della legalità democratica e della giustizia. La prima iniziativa è stata la raccolta di un milione di firme per una proposta di legge che prevedesse il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, che poi venne tradotta in norma con la legge 7 marzo 1996 n. 109.

Libera promuove interventi formativi e di progettazione partecipata relativi ai beni confiscati alla criminalità organizzata utili a renderli risorse in grado di innescare processi di sviluppo locale e accrescere la coesione sociale. Per raggiungere questo importante obiettivo Libera ha dato vita a una rete per moltiplicare le occasioni di interazione tra soggetti pubblici. I principali beneficiari delle attività progettuali sono le organizzazioni di volontariato o della cooperazione, che gestiscono o intendono gestire beni confiscati.

La voglia di camminare insieme, tessere la rete della conoscenza, condividendo saperi costruendo consapevolezza, nella speranza che tutto questo si dimostri efficace strumento di contrasto a mafie e corruzioni, ha dato origine all’idea del concorso fotografico sui beni confiscati alle mafie.

Il concorso si pone come scopo quello di far conoscere la realtà bresciana dei beni confiscati alla criminalità organizzata e il loro riutilizzo sociale attraverso le immagini. Il concorso prevede due categorie: 1. Categoria Beni confiscati e riutilizzati: il partecipante deve raccontare una storia attraverso 3 scatti fotografici, con lo scopo di mettere in luce ed esprimere al meglio il riutilizzo del bene; 2. Categoria Beni confiscati e non riutilizzati: il partecipante deve raccontare una storia attraverso 3 scatti fotografici che metta in luce il non riutilizzo del bene oppure le potenzialità del bene stesso proponendo una possibile idea di riutilizzo sociale;

L’elenco dei beni (immobili/terreni) di cui è possibile scattare immagini destinate al concorso sarà fornito dall’organizzazione, previa sottoscrizione della clausola di riservatezza all’atto di iscrizione.

Indirizzo mail dedicato al concorso fotografico: confiscatiefotografati@gmail.com Eventuali informazioni di carattere generale possono essere richieste al Coordinamento provinciale di Libera alla mail: brescia@libera.it

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *